NUOVE INCISIONI, DVD



CD
Concert pour Douve. Omaggio a Yves Bonnefoy
di Mirco De Stefani
Numero di catalogo discografico CRR2606 2006

Descrizione: Nella sua Introduzione alla lettura di Douve (Einaudi, 1969), Stefano Agosti così scriveva: “Chi è Douve?… Il “luogo” eletto dal poeta per condurre o verificare quella che per Bonnefoy si dà come l'esperienza fondamentale e autentica nei riguardi della realtà: ossia, l’esperienza della morte. Douve è dunque una creatura investita dalla morte. Attraverso lei, e dentro lo spazio ventilato del mito che essa continuamente ricrea, si assiste alla promozione del reale a statuto conoscitivo. Ma si tratta d’uno statuto non codificato dall’intelletto. Le sostanze del mondo e le stesse forme corporali di Douve, violentemente illuminate là ove più riccamente pulsa e si esprime la vita, rivelano le lacerazioni e le fratture, devastazioni vaste e remote, che ne rovesciano la presenza entro la dimensione del negato, del perduto, del rescisso dal tempo”. Devo ad Andrea Zanzotto l’approccio con gli esordi poetici di Yves Bonnefoy. Durante un incontro nella nostra Pieve di Soligo nel gennaio 2001, avvenne - come numerose altre volte – i tolle lege, e il volume Du mouvement et de l’immobilité de Douve (Mercure de France, Paris 1953), nell’edizione einaudiana del 1969, fu subito centro di elaborazioni e fantasie musicali, di approfondimenti attorno alla figura e alle opere del poeta francese. Ne nacquero una serie di composizioni per pianoforte realizzate tra il 2001 e il 2003 e qui raccolte in un unico disco in forma di concerto. L’influenza della poesia di Bonnefoy si traduce nella ricerca di una musica “a tu per tu” con lo strumento stesso che la genera: forma e sostanza immediatamente verificate sul campo, spirito e fisicità materica del suono-gesto vissuti giorno dopo giorno nella solitudine bianca e nera della pagina pentagrammata e del testo poetico che prende natura di suono sui tasti del pianoforte, percossi, misurati e rovistati come pietre da mani alla continua esplorazione di superfici e concatenamenti di senso. Una scrittura pianistica scarna e quasi toccatistica, ricca di iterazioni e ripetizioni, sovrapposizioni, richiami, analogie di contenuto e di geometrie. Vibrazioni e attrazioni di campi semantici e tonali in conglomerati sonori lungo un’invenzione di contrappunti e armonie quasi consonanti, quasi appagati o appaganti, ma in realtà tanto instabili e al limite della catastrofe o della cadenza-catastrofe. Uno sfondo d’acque fluido, liquido, cristallino, ma anche palustre e melmoso, sembra alla fine emergere dal terragno, dal ventoso, dall’infuocato simultaneamente presenti nelle danze del Tutto, nei ritmi panici che trascinano con sé ogni metamorfosi di Douve: Menade e demone, viso di fuoco e sguardo di pietra, uccello di sangue, Fenice, cervo e salamandra… Chiude il ciclo delle composizioni un “canto senza parole” scritto nei giorni della violenza assurda e annichilatrice manifestatasi a New York: annuncio e fugace apparizione all’alba del secolo nascente, del volto e della voce - a lungo cercati - di Douve? Mirco De Stefani

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