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CD
Shulùq - Suoni e ritmi dal Mediterraneo
di Calogero Giallanza
2011

Descrizione: Il progetto discografico Shulùq vuole essere un omaggio ai popoli e alle culture che si affacciano sul Mediterraneo attraverso la musica di compositori contemporanei provenienti da diverse aree geografiche e da diverse esperienze culturali e musicali ( Italia, Grecia, Algeria, Francia ed Egitto). Il Mare Nostrum è inteso come luogo ideale dove sono possibili la compresenza di passato, presente e futuro, e la convivenza delle esperienze e degli ideali dei popoli che si bagnano nelle sue acque. Le composizioni contenute in Shulùq sono espressamente composte per l'occasione e sono dedicate all’ideatore del progetto: Calogero Giallanza Shulùq è la traduzione dall’italiano all’arabo del nome che si da al vento “scirocco” (vento di mezzogiorno), ed è il termine usato dai marinai tunisini per indicare il vento caldo proveniente dal Sahara e da altre regioni del nord Africa che soffia su tutte le terre bagnate dal Mare Nostrum. Lo scirocco è uno dei venti più familiari nel bacino del mediterraneo e del suo nome esistono numerose traduzioni: siroc in francese e provenzale, xaloc in catalano, siroco, jiroque, jaloque o xaloque nei diversi dialetti spagnoli, siròkos in greco moderno. Ma la cosa più interessante è che in una sorta di affettuosa "appropriazione" le genti del mediterraneo lo chiamano in modo diverso a seconda del luogo in cui spira: jugo nella ex Yugoslavia, ghibli in Libia, mentre sulle coste francesi, caricatosi di umidità, assume il nome di marin. Shulùq, questo vento caldo ed umido, simboleggia il fiato, il respiro del Mediterraneo, e per estensione l'anima del Mare Nostrum, un “ponte” fatto di armonie, di suoni e di sensibilità che accomunano tutte le genti che vivono sulle sue coste. I loro miti, i colori, i profumi ed i racconti, il loro sentire unico seppure espresso in multiformi generi e stili, in un grande alveo umano e geografico pieno di echi culturali remoti e recenti, di storie intrecciate, di fatica e dolore, di gioie e passioni, di partenze ed esodi, di speranze e nostalgie, sonante in polifonia di lingue diverse: un “mare nostro” che nonostante tantissime volte si sia bagnato di sangue, riesce comunque a parlare di pace. Gli strumenti scelti per realizzare Shulùq sono il flauto, l'arpa e le percussioni: essi possono essere considerati l'emblema dello spirito ideale di questo progetto discografico, essendo nello stesso tempo gli strumenti più antichi della storia dell'umanità, come pure gli strumenti più versatili ed usati nelle produzioni musicali contemporanee, essi simboleggiano il passato, il presente ed il futuro. In oltre essi esprimono le radici comuni del genere umano in quanto non esiste popolo della terra, primitivo o moderno, che non abbia utilizzato forme anche rudimentali di flauto, arpa e percussioni per esprimersi in musica.



Informazioni:
Compositori: Mikis Reumekis, Salim Dada, Sergio Pallante, J. Francois Basteau, Calogero Giallanza, Mohamed Saad Basha, Luca Mereu.

La copertina è stata realizzata dal pittore: Tano Santoro - mentre Ylenia Olivo è la Project Manager Culturale.

In distribuzione presso Stanza della Musica - Roma Prezzo: 15,00 Euro



Titoli ed esecutori

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Calogero Giallanza (flauto), Mohan Testi (arpa), Andrea Piccioni (percussioni)