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Firenze: conferenza e concerto su Carlo Prosperi
Martedì 15 marzo 2010, ore 17.30 e ore 21.00, Maggio Musicale Fiorentino, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Conservatorio Statale di Musicale L. Cherubini e Polistampa Editore si incontrano per Carlo Prosperi: da circa quarant’anni la sua musica non viene infatti eseguita dagli organici del Maggio Musicale Fiorentino. Più in generale, l’evento segna l’inizio di un nuovo corso che tende a combattere l’oblio che ha occultato gran parte della storia musicale fiorentina del secondo Novecento. Compositore fra i più eminenti del dopoguerra, Prosperi compie una ricerca del tutto personale che lo porta a utilizzare la dodecafonia non come sistema ma come tecnica: egli rifugge dall’uniserialità perseguita dall’ortodossia dodecafonica, a favore di una pluriserialità di volta in volta mutata in funzione delle proprie ragioni espressive. L’unità che Prosperi cerca, e trova, non risiede nelle stanze tecniche dell’uniserialità: è valore dello spirito e risiede nel pensiero unitario del discorso musicale, nella musica che si fa interprete del proprio respiro interiore, nell’unità fra musica e poesia. Il compositore vuole piegare la tecnica all’uomo, e non viceversa: ecco la serialità ben temperata e dodecafonicamente poco ortodossa. L’umanesimo di Prosperi si pone agli antipodi dello strutturalismo di Darmstadt, vista la centralità nella sua estetica e etica musicale del soggetto, dell’uomo, della coscienza dell’individuo. Allo stesso fine, per altra via, tendeva il suo maestro Luigi Dallapiccola, di cui Prosperi è vero continuatore. La vocazione di Prosperi non fu quella di essere attuale: la sua inattualità fu anzi la cifra linguistica di un percorso che lo portò a un isolamento funzionale alla sua produzione artistica che, di giorno in giorno, torna a essere lungimirante e profetica. Ecco perché oggi, dopo un lungo silenzio, è giusto parlare di Prosperi ritrovato.
Martedì 16 marzo 2010, 17.30
Piccolo Teatro del Comunale, Firenze - Italia