INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti italiani in tempo di coronavirus: Trio Hèrmes
Trio Hèrmes
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questo momento sicuramente gran parte del tempo è dedicato allo studio, riscoprendone il lato non frenetico ma di puro piacere e avendo modo di curarne ogni dettaglio senza alcuna fretta. Tutto questo senza però perdere il contatto con ciò che occupava la nostra vita normalmente: l'insegnamento, che online ha rappresentato certamente una sfida dove ognuno ha dovuto mettere il proprio metodo in discussione pur di renderlo efficace attraverso un computer, a nostra volta poi facciamo lezione con i rispettivi insegnanti, ed inoltre come Trio stiamo prendendo parte a delle videolezioni in forma di conversazioni musicali di incredibile interesse che riguardano il nostro repertorio cameristico, tutte organizzate da uno dei nostri docenti del Master di Musica da Camera che frequentiamo al Conservatorio di Parma.
Rimane certamente anche un po' di tempo per coltivare i nostri interessi extramusicali che durante l'anno vengono talvolta sacrificati. Alla fine di ogni settimana poi facciamo una videochiamata tra di noi per parlare dei progetti futuri al fine di attuarli non appena sarà possibile.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming? Essendo bloccati in due città differenti, per noi in quanto Trio è stato difficile pensare di prendere parte ad alcune di queste iniziative di diretta streaming online. Nonostante questo siamo però riusciti a realizzare un video a distanza per il Festival San Giacomo di Bologna, suonando in cuffia contemporaneamente il finale del Trio Op.97 di Beethoven "L'Arciduca", pezzo che era fulcro di molti dei nosti programmi di sala (vista la ricorrenza beethoveniana di quest'anno) e che avremmo dovuto eseguire in questi mesi. E' stato davvero complesso suonare in tre a distanza, mancano tante cose: il respiro univoco prima di un attacco, il contatto visivo, l'energia tra di noi ma soprattutto quella tra noi ed il pubblico. L'esecuzione online non può restituire tutto questo, motivo per cui ci auguriamo di tornare a fare musica dal vivo presto, per quanto sia stato bello constatare la diffusa generosità di molteplici musicisti nel voler condvidere la loro arte anche solo attraverso uno schermo.
3 - Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato? Sicuramente nell'immediato il modo di fare musica non potrà essere lo stesso purtroppo, almeno fino a quando non ci sarà la garanzia di entrare in una sala da concerto in completa tranquillità per pubblico e artisti. Nonostante questo troviamo sia doveroso far ripartire il nostro settore perchè, come si è potuto vedere sul web in questi mesi, la Musica è stata davvero per tutti, esperti e non, una fedele compagna durante le giornate in casa. Inoltre è giusto che come già per altri settori anche il nostro riprenda adeguatamente, seppure magari in un primo momento bisognerà adattarsi a delle modalità differenti da quelle a cui eravamo abituati; ad esempio noi in quanto Trio ci auguriamo che la soluzione proposta di suonare su un palco molto distanti l'uno dall'altro duri il meno possibile. 
Per non parlare poi della possibilità di riprendere per noi giovani la formazione attraverso lezioni e masterclass internazionali a contatto con musicisti da tutto il mondo, con cui suonare e confrontarsi è un arricchimento fondamentale che non può mancare a lungo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Un futuro certamente non semplice, dovremo avere ancor più tenacia, determinazione ed immaginazione nel lottare per la realizzazione dei nostri progetti, sperando comunque di inserire i nostri sforzi in un contesto sociale e politico che li favorisca con delle possibilità e soluzioni concrete. Noi giovani ci auguriamo che da parte degli enti concertistici ci sia rinvigorita voglia di investire su di noi "nuove leve", oltre che sui professionisti già di chiara fama, creando così stagioni variegate con l'adeguato sostegno delle istituzioni.
5 - Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Continuate a seguire con rinnovata passione, vitalità e curiosità la musica, che come dicevamo prima si è dimostrata fondamentale nelle passate giornate di quarantena. L'Italia è un paese dove forse il nostro settore non sempre viene valorizzato a dovere, ci auguriamo quindi che queste giornate di "silenzio" dei teatri e delle sale da concerto possano essere stata occasione di riflessione su quanto unica ed insostituibile sia l'esperienza di un concerto, un'opera od un balletto dal vivo. Speriamo infine di ritrovare presto artisti e pubblico nelle sale per condividere nuovamente tutto questo e perchè no, vedere anche aumentato il numero degli abbonati ai cartelloni.

© Cidim