INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Alberto Ferro

Alberto Ferro, pianista
1. Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questo periodo provo ad ampliare il mio repertorio, leggo tanti libri, guardo documentari e tengo lezioni online ai miei studenti del Conservatorio di Foggia.
2. Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho proposto l’esecuzione del Terzo Concerto di Rachmaninov, naturalmente senza orchestra, nell’occasione della giornata in cui in Italia tutti i musicisti dedicarono solidarietà al personale medico ed infermieristico che lottava contro il virus nei reparti ospedalieri. Con quel Concerto avrei debuttato in America il 28 marzo...
3. Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Se gli scienziati non riusciranno ad ottenere in tempi relativamente brevi una cura contro il virus, sarà impossibile ritornare a vedere i teatri e le sale da concerto gremite come una volta. Pertanto le associazioni e i teatri di tutto il mondo dovranno programmare nuovamente la loro attività, probabilmente veicolandola più sul web.
4. Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto per i giovani interpreti dopo la pandemia?
Per coloro che intendano proiettarsi solo nel concertismo, francamente ad oggi non riesco ad immaginare come potranno lavorare con lo stesso ritmo di qualche mese fa. Immagino incassi ridotti sia per gli organizzatori sia per gli artisti e non escludo che ci potrebbe essere una maggiore selezione sull’interprete da proporre nelle stagioni concertistiche, con una ricaduta negativa sull’offerta. Tuttavia bisogna farsi trovare sempre pronti a ripartire perché la musica è meravigliosa e ha bisogno di noi musicisti. Con la musica si potranno superare tante difficoltà.
5. Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Chiedo al pubblico di continuare a partecipare costantemente agli eventi. Spero che l’Italia possa superare rapidamente la crisi causata dalla pandemia e che si possa ritornare presto nei teatri italiani.
www.albertoferro.it

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