INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Francesco Libetta
Francesco Libetta, pianista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Uno strumentista spesso conosce periodi di studio in cui si vive e lavora in casa. Certo, questa attuale dilatazione del tempo, con una sospensione delle attività fino ad orizzonti poco definiti, è qualcosa che non mi capitava dai tempi delle vacanze estive delle scuole medie. Ho potuto revisionare alcune composizioni che saranno pubblicate da un editore giapponese. C'è tutto il tempo di giocare con i cani (loro felicissimi di avere finalmente gli umani tutto il tempo con loro), ho terminato due Sonate per pianoforte, iniziato l'orchestrazione di un balletto, ho studiato in vista di una registrazione discografica le variazioni Goldberg di Bach (le ho anche registrate in una produzione di prova, e il file audio sta circolando tra qualche mio amico) e il terzo Concerto di Rachmaninoff; sto lavorando a un nuovo libro. E finalmente posso fare pratica con l'acquarello.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
A parte un concerto domestico (registrato alla buona, con il telefonino in bilico su una pila di libri, ha avuto migliaia di visualizzazioni proponendo l'atmosfera del pianista "a casa sua": Sonate di Beethoven e anche più antiche, musica contemporanea, Chopin e... gli esercizi di Hanon), ogni tanto mi diverto a far circolare in internet qualche piccolo "pensierino" per provare a sorridere insieme. Una canzone neomelodica napoletana suonata con le sonorità del pianismo russo da concerto di fine Ottocento; un Notturno di Chopin suonato senza usare i tasti neri; temi popolari trasformati in musica postmoderna. Un modo per passare il tempo senza far finta però che sia possibile trovare un immediato surrogato dell'esecuzione dal vivo.
3 – Terminata l’emergenza COVID 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Avremo sicuramente tutti qualche esperienza in più. Anche molti di coloro che finora erano stati disinteressati - se non addirittura pigri - hanno finalmente esplorato i magnifici archivi delle grandi orchestre e dei grandi teatri, hanno imparato a usare applicazioni per lezioni online.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Dopo l'emergenza riprenderà il solito ritmo di catastrofiche ansie, di potenzialità inespresse, di opportunità infrante per distrazioni o per piccolezze. Magari cambiano le ansie e le distrazioni; però la sostanza della quotidianità, giorno dopo giorno e secolo dopo secolo, sappiamo che è quella.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Al pubblico dei concerti non c`è bisogno di rivolgere appelli: sono le persone che già sostengono la vita musicale. Si tratta solo di avere un po' di pazienza. E intanto cerchiamo di rimanere più possibile in salute.
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