INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Maria Perrotta
Maria Perrotta, pianista
1 - Come passa il suo tempo?
In fondo, quasi come sempre. Nel senso che studio, leggo e sto con la mia famiglia, cioè più o meno le cose che faccio normalmente. E avendo un giardino prendo anche comodamente il sole! E poi si cucina tanto!... quello forse più del solito! In ogni caso quella che è diversa è la prospettiva, gli impegni cancellati, la calma inaspettata, le date di ripresa dei concerti incerte. Quindi di profondamente diverso è proprio il "senso" del tempo, e le "motivazioni. C'è un tempo intorno a noi che si rivela inaspettatamente accogliente, spalancato, e al contempo vago e carico di punti interrogativi.
2 - Di cosa si sta occupando sul piano musicale? Sto studiando un programma di recital beethoveniano, con quattro sonate, e il concerto n.4 per pianoforte e orchestra sempre di Beethoven, che erano in programma nel mio calendario di concerti di questa primavera... e approfondisco l'Arte delle fuga. In più essendo attorniata da familiari musicisti ci divertiamo molto a fare musica insieme. Mio marito è basso/baritono e condividiamo l'amore smisurato per Schubert e Hugo Wolf e la liederistica genere. Abbiamo spesso portato in concerto la Winterreise di Schubert... la mia primogenita, Giuseppina è una promettente violoncellista e ci regaliamo delle letture cameristiche di tante cose... e Beethoven è sicuramente, in questo momento, il re del nostro leggio. E poi c'è la piccola, di 8 anni, che ci fa compagnia in tutti i modi! Anche col suo piccolo violino che ha iniziato a suonare.. ecco, alla fine, continuiamo a coltivare il sogno di far musica insieme...
3 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming? Una piccola cosa di qualche minuto. Quindi poco per il momento...
4 - Quale è la composizione che ha cambiato la sua vita? Un due e tre... le variazioni Goldberg di J.S. Bach.
5 - Un suo pensiero al pubblico dei concerti?
I pensieri da elaborare sarebbero tanti... mi auguro che tutti sapremo essere all'altezza della sfide che ci attendono e ovviamente di essere il prima possibile liberamente insieme, nelle condizioni ideali per ciascuno per esprimere il proprio pensiero artistico. Il concerto dal vivo resta per me un momento cruciale, magico e sacro della creazione artistica, ispirata dalla presenza viva e palpitante del pubblico. Mi auguro anche che la crisi in corso sarà affrontata senza dimenticare l'importanza concreta dell'arte e degli artisti e dei loro reali bisogni, e che il pensiero artistico possa essere al centro di una profonda riflessione sociale. Abbraccio idealmente tutto il pubblico dei concerti, aspettando di essere presto insieme.