INTERVISTE



Chiara Bertoglio e Maria Borghesi ci parlano del Convegno “Bach e l’Italia”
Dal 22 al 28 novembre 2020 si svolgerà online, trasmesso da Torino, il primo grande convegno internazionale dedicato a Bach e l’Italia. Sarà una settimana di eventi di notevole rilievo scientifico e artistico, con numerose sessioni tematiche, concerti, tavole rotonde, eventi divulgativi e approfondimenti, in italiano e in inglese, che vedranno protagonisti alcuni dei più autorevoli studiosi e interpreti bachiani a livello mondiale. Dietro a questo progetto ambizioso e affascinante vi sono tre realtà musicali, l’Associazione JSBach.it, l’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte e il Conservatorio di Torino. L’idea è partita da due giovani musicologhe, Chiara Bertoglio e Maria Borghesi, cofondatrici di JSBach.it. Il CIDIM le incontra oggi per rivolgere loro qualche domanda.

Come è nata l’idea del congresso?
CB: L’idea è nata dall’incontro personale e accademico fra Maria Borghesi e me. Entrambe ci siamo occupate, in modi diversi, della ricezione di Bach in Italia: io, da pianista e musicologa, studiando soprattutto le edizioni rivedute e le trascrizioni italiane di Bach, mentre Maria Borghesi ha approfondito la ricezione di Bach con particolare attenzione alla seconda metà del Novecento. Abbiamo realizzato che c’era un grande e diffuso interesse per Bach nel nostro Paese, ma che non sempre questo interesse veniva alla luce in modo organico e coerente, perciò abbiamo pensato di invitare studiosi e musicisti, italiani e stranieri, a confrontarsi su questo tema.
E a partire da questa idea, come si è arrivati al convegno?
MB: L’idea di organizzare un primo grande convegno bachiano in Italia si è sviluppata parallelamente alla nascita e alla crescita di JSBach.it. Innanzitutto, abbiamo creduto che un convegno, che inizialmente avevamo programmato in presenza, potesse rappresentare un’occasione per avere un’idea di chi, in Italia e all’estero, si occupa di temi legati Bach e l’Italia, e dunque per consentire a musicisti e musicologi di incontrarsi e incentivare un dialogo. Diciamo: una sorta di “chiamata alle armi”. In secondo luogo, lo spazio di un convegno può diventare utile per tracciare un’immagine dello stato degli studi su Bach e l’Italia, e dunque avere un’idea di quali siano le principali sfere di interesse e dove invece ci sia ancora lavoro da fare.
Quali saranno i momenti più importanti del convegno?
CB: Ce ne saranno molti, anche perché ogni evento è di grande interesse almeno per gli studiosi del campo. Le tre tavole rotonde serali, due in inglese e una in italiano, vedranno confrontarsi nomi di prim’ordine nel campo dell’interpretazione e della ricerca, fra cui Ton Koopman, Michael Maul, gli italiani Bruno Canino, Lorenzo Ghielmi e molti altri. Tutte le sessioni tematiche sono altrettanto interessanti, con prospettive che vanno da “Bach e il cinema” a “Bach nella pedagogia in Italia”, toccando argomenti come il rock progressivo, la musica contemporanea, la civiltà organistica e molti altri.
MB: Inoltre, sarà l’occasione per ribadire quale sia l’importanza di coniugare l’approccio storico, teorico, analitico alla musica (tipico della musicologia) alla pratica musicale in sé e all’ascolto. Quasi un terzo dei relatori presenterà dei lecture-recitals, ove dunque l’elemento teorico sarà accompagnato da esempi pratici e brevi performances. In più, abbiamo pensato di arricchire il convegno offrendo al pubblico diversi concerti costruiti proprio sul binomio Bach e Italia. Tra questi, il concerto dell’Accademia Maghini, nell’ambito del Festival BackTOBach; un concerto dell’Accademia del Santo Spirito diretta da Ottavio Dantone.
In che modo i vostri studi personali e le vostre prospettive hanno stimolato la creazione di questo convegno?
MB: Io mi sono recentemente addottorata in musicologia con una tesi sulla ricezione culturale di Johann Sebastian Bach in Italia, che sarà pubblicato all’inizio del 2021 dalla casa editrice tedesca Dohr Verlag. Come accennava Chiara Bertoglio, in questo convegno vedo la normale prosecuzione di ciò che mi è parso delineare su un piano storico e teorico. Le nostre ricerche hanno messo in luce che una ricezione italiana di Bach esiste, è florida, ed è molto dinamica. Dall’altra parte, si è visto che è sempre mancato un punto di convergenza e che la musicologia raramente ha offerto contributo sistematico (fatte le dovute eccezioni, a partire dagli studi del nostro Presidente Onorario, Alberto Basso). Pertanto, abbiamo creduto che fosse il momento di passare al piano pratico e operativo.
Chiara Bertoglio, inoltre, aggiunge alla prospettiva della musicologa anche quella della musicista, vero?
CB: Io sono una pianista e ho un dottorato in musicologia, per cui l’intersezione fra la musica “suonata” e quella “studiata” è stata per me sempre prioritaria; sto cercando di realizzarla anche con una serie di CD pubblicati da Da Vinci Classics e dedicati proprio alla ricezione di Bach in Italia. Sono perciò particolarmente felice di vedere che molti colleghi musicisti e musicologi hanno accolto il nostro invito, e che il gran numero di lezioni concerto (“lecture-recitals”) arricchirà notevolmente il programma del Convegno.
Cosa intende rappresentare questo convegno nel panorama odierno?
CB: Innanzi tutto, l’aver scelto di realizzare ugualmente questo convegno nonostante abbiamo dovuto renderlo digitale a causa del COVID vorrebbe essere un segno di speranza e “resilienza” in questo momento così difficile. Abbiamo cercato di trasformare i problemi in opportunità: quello che purtroppo il COVID ci ha fatto perdere in termini di vicinanza e interazioni “concrete” vorremmo compensarlo con la possibilità di rendere l’archivio video del convegno disponibile gratuitamente e per sempre, costituendo così una preziosa risorsa educativa, storica e culturale.
MB: Inoltre, mi permetto di aggiungere, abbiamo cercato di sfruttare un’altra delle potenzialità del web: quella di accorciare le distanze! Questo da una parte ci ha consentito di far intervenire studiosi da tutto il mondo, e farli “incontrare” su uno schermo a confrontarsi tutti insieme; dall’altra ci permetterà di avvicinare un pubblico che probabilmente non si sarebbe mai avventurato nei meandri di un convegno scientifico, ma che – speriamo —avrà voglia di seguire i lavori da casa, a portata di click, sui nostri canali Facebook e Youtube, oltre che sul nostro sito.
D. Come sarà possibile seguirvi?
CB: Per quanto riguarda la trasmissione e i singoli eventi, troverete tutte le informazioni sul nostro sito, alla pagina www.jsbach.it/bach2020, e sui nostri canali social, attraverso i quali daremo anche tutte le indicazioni per poterci seguire “live” e in differita.
D. E per chi vorrà darvi un sostegno?
MB: Sino alla conclusione del convegno sarà aperta una campagna crowdfunding dall’iconico titolo “Tutti per Bach” (www.gofundme.com/f/tutti-per-bach). Inoltre, abbiamo aperto la campagna associativa di JSBach.it, che aspetta di accogliere tutti coloro che portano nel cuore la musica di Bach!
di Redazione

23 ottobre 2020



Alberto Basso, Chiara Bertoglio, Maria Borghesi