INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Mario Pio Ferrante
Mario Pio Ferrante, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Questo periodo di “rallentamento”, si è tramutato in un’opportunità di riflessione. Musicalmente ho avuto più tempo per affrontare e ridefinire diversamente molteplici aspetti legati alla costruzione fenomenica musicale. Anche la mia didattica ha conosciuto la “digitalizzazione” delle lezioni in video conferenza.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Su invito di Salvatore Lombardi, ho partecipato con grande piacere insieme a tanti amici, al progetto Cidim – AFI, sull’Overture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini. Le oltre ventimila visualizzazioni sui social, hanno rafforzato ulteriormente la grande energia consociante della musica. A breve, proporrò in streaming alcune mie esecuzioni live, commentante dai quadri dei grandi pittori italiani del novecento.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
C’è un solo modo per fare musica dal vivo: un luogo, un palco, una platea, i musicisti e il pubblico! Questo è un delicato “ecosistema” imprescindibile che si alimenta in scambi circolari emozionali. La “spinta digitale” tipica di questo periodo pandemico, è stata necessaria per continuare ad alimentare le “sensibilità” delle nostre coscienze. Certamente le “imposizioni” sul distanziamento sociale, modificheranno fino al ritorno alla normalità, perfino le disposizioni degli orchestrali! Confido nella grande capacità di adattamento che contraddistingue il genere umano!
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Per avere un futuro, bisognerebbe “avere” un passato! In Italia, la scelta scellerata di chiudere ben tre orchestre di Stato, con la conseguente soppressione di moltissimi posti di lavoro e la fine di tanta ma tanta bellezza, ha decretato una situazione per certi versi molto somigliante alla pandemia da Sars-Cov2. I versetti 76-78 dal VI Canto del Purgatorio di Dante sono ahimè sempre dannatamente attuali! Per fortuna gli artisti hanno a disposizione un intero mondo, dove trovare la propria collocazione, bisogna solo avere coraggio! Speriamo che la ferita aperta dalla pandemia non limiti il campo di azione!
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Il pubblico è parte integrante del fenomeno artistico; è difficile spiegare a parole le sinergie che i vengono a crearsi nei continui scambi emotivi. Nei luoghi, nei tempi, le vibrazioni dei suoni, fondono le pluralità in un’unica grande anima che aspira ad una immaterialità fenomenica. Abbiate pazienza! prima o poi i nostri spiriti si riconosceranno e ricominceranno a vibrare all’unisono!

© Cidim