INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Andrea De Vitis
Andrea De Vitis, chitarrista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Ho approfittato del tempo libero durante il lockdown per rinnovare il mio repertorio da concerto con alcuni brani che erano da tempo sul mio leggio in attesa di... essere studiati! Appena terminata la quarantena, ho registrato un cd che sarà distribuito dopo l'estate da un'etichetta italiana e ora mi sto dedicando ad un ulteriore progetto discografico, che sarà il mio terzo album con l'etichetta Naxos. Infine, alla riapertura dei teatri e delle iniziative culturali, ho realizzato con una certa emozione un concerto all'aperto in un parco archeologico romano davanti ad un pubblico entusiasta di ascoltare di nuovo musica dal vivo... insomma una quarantena abbastanza produttiva!
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No, poiché l'idea che le esecuzioni in streaming possano diventare un surrogato dei concerti mi spaventa terribilmente. Dirò di più: non ho neppure ascoltato alcuna performance in streaming. Credo che il motivo vero per cui suoniamo (e per cui andiamo ad ascoltare concerti) è vivere quel momento di simbiosi emotiva che si realizza tra pubblico e musicisti; ciò non è riproducibile in streaming, neppure con l'ausilio delle tecnologie più avanzate.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Spero che gradualmente si tornerà ad una normalizzazione (già visibile in queste prime settimane di ripresa delle attività concertistiche) pur con le opportune cautele, ma un po' di distanziamento non impedisce il flusso di emozioni che la musica riesce a trasmettere. Sicuramente le grandi stagioni concertistiche avranno problemi finanziari, ma in qualche modo dovremo adeguarci (almeno fino al completo ritorno alla normalità) ad un nuovo approccio nell'organizzazione della musica dal vivo, ad esempio (specialmente nella stagione estiva) valorizzando chiostri, aree archeologiche e altri spazi all'aperto di cui l'Italia è ricca e che possono costituire lo scenario ideale per realizzare eventi e per ascoltare musica con serenità.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Purtroppo il danno maggiore del covid grava sui giovani interpreti, che erano pronti ad affrontare concorsi internazionali o i primi concerti della loro carriera ed hanno visto questi progetti andare in fumo (ma solo temporaneamente!) a causa dell'annullamento di tutti gli eventi. Spero che anche per loro questi mesi siano stati impiegati in modo produttivo, non solo attraverso lo studio e l'arricchimento culturale ma anche attraverso la riflessione: tutti i musicisti hanno bisogno di momenti di pausa e di analisi (di sé stessi e del proprio modo di fare musica) per rinnovare ogni volta l'energia e l'entusiasmo necessari per affrontare la carriera concertistica.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Ci vediamo presto (dal vivo)!
www.andreadevitis.com

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