INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Fabiola Santi
Fabiola Santi - ottavinista e flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Durante il lockdown, tra il seguire mia figlia nella didattica a distanza e alcune lezioni online, ho riscoperto il piacere della lettura, che nella frenesia della vita “normale” era andato un po’ perso. Sul piano musicale, ho acquistato nuovi brani e mi sono dedicata allo studio di queste pagine di musica, alternandolo alla tecnica giornaliera. Ho partecipato con particolare attenzione a tutte le lezioni di ottavino organizzate dall'International Piccolo Festival, che sono state davvero stimolanti: un'iniziativa preziosa e unica nel suo genere. Ho seguito diversi concerti in streaming e nel rimanente tempo libero ho ascoltato quante più registrazioni possibili, di musica classica ma non solo. In quei mesi il tempo sembrava scorrere lentamente, ma ripensandoci mi accorgo che è stato davvero ricco e fruttuoso.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho realizzato alcuni video, sia da sola che insieme ai miei colleghi dell'Orchestra Sinfonica Rossini; sono stati dei piccoli contributi per non rimanere totalmente in silenzio e soprattutto per mantenere i contatti con il pubblico. Ho inoltre partecipato con molto entusiasmo al progetto di Falaut – Associazione Flautisti Italiani, nel quale compaio tra i 13 solisti in una particolare registrazione del Concerto di Pergolesi, nella versione per ottavino.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Purtroppo, almeno nell'immediato, il modo di prendere parte a spettacoli musicali dal vivo sarà sicuramente rimodulato, sia da parte degli esecutori che per il pubblico. Andando verso l'estate, però, si potranno realizzare spettacoli all'aperto, ancora di più di quanto non si facesse prima. All'inizio verranno privilegiati eventi con piccoli gruppi di musica da camera, ma voglio sperare che col passare delle settimane si riescano a organizzare concerti con l'intera orchestra e anche opere liriche, ovviamente con tutte le accortezze e le precauzioni previste. Una volta terminata completamente l'emergenza, si potrà tornare a fare musica nei nostri amati teatri e nelle sale da concerto, nelle modalità che da sempre contraddistinguono questi luoghi; sarà senz’altro un’emozione grandissima.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
E' dopo i momenti di crisi che si sprigionano nuove energie; la clausura prolungata ha fatto sì che ci sia tanta voglia di fare, in ogni ambito. Il mondo della cultura, musicale nel nostro caso, è in fermento e mai come ora ci si è sentiti così vicini; il far sentire una voce unita e forte non può essere ignorato dalle istituzioni politiche, sia nazionali che locali. La situazione, anche prima della pandemia, non era particolarmente rosea, ma la cultura è parte fondamentale del nostro patrimonio: è assolutamente impensabile che venga accantonata, e con essa anche chi ha fatto di questo mondo la sua vita. Quindi, a mio parere, dopo un iniziale momento di smarrimento e di crisi, si ripartirà con grande slancio, cercando assolutamente di fare in modo che la situazione non torni mai più come prima.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Così come a noi musicisti manca il contatto con il pubblico, credo che anche gli spettatori abbiano nostalgia dello spettacolo dal vivo. Sono inoltre convinta che durante questo periodo di silenzio sia nata una curiosità anche in chi finora non ha mai frequentato questi ambienti, perché c'è un grande bisogno di cultura e di arte per ripartire. Il pubblico ci sarà e ci sosterrà, numeroso e caloroso più che mai. Noi artisti vi aspettiamo per emozionarci insieme, come e più di prima!

© Cidim