INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Nicola Campitelli
Nicola Campitelli, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
L’inizio del lockdown è stato molto complicato. Paradossalmente avere tutto questo tempo a disposizione disperdeva un po’ le mie energie. Fortunatamente insegnando ho iniziato a dare da subito un ritmo alle mie giornate che sono state scandite appunto per lo più dallo studio al mattino e dalle video lezioni al pomeriggio. Pian piano quindi questo tempo si è rivelato fruttuoso anche per affrontare lo studio di alcuni brani di repertorio che non avevo mai studiato prima. Da qualche settimana fortunatamente ho ripreso ad uscire per fare qualche passeggiata, rivedendo anche amici e familiari.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Non ho esattamente pubblicato esecuzioni in streaming , se non qualche video durante il mio studio e alcuni video tutorial nei quali suggerivo alcune possibili modalità per affrontare e risolvere delle problematiche afferenti ad alcuni brani di repertorio. Ho tuttavia molto apprezzato il lavoro di alcuni amici e colleghi che in questi mesi hanno voluto condividere le loro esecuzioni di brani per strumento solo, è sempre un piacere ascoltare bella musica suonata bene! Resto più scettico invece sulle esecuzioni cameristiche e orchestrali realizzate in solitaria. Da questo punto di vista mi chiedo se il “SI PUO’ FARE” a tutti i costi sia stata una soluzione vincente. La musica da camera o orchestrale non può essere ridotta al suonare insieme col click del metronomo in cuffia; a mio modestissimo parere in questo modo si offre al pubblico un surrogato dell’arte. Invece forse l’assenza di questa “arte” avrebbe potuto provocare nel pubblico un’esperienza più forte e magari ne avrebbe sentito molto di più la mancanza.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Questa è una delle domande che mi sono posto più spesso in questo periodo. Probabilmente è già cambiato. Molti enti lirici e istituzioni sinfoniche si stanno organizzando per proporre esecuzioni in live-streaming a porte chiuse. Credo che per un po’ sarà difficile immaginare di poter ascoltare alcuni brani di repertorio che prevedono grandi organici orchestrali . Tuttavia questa nuova fase potrebbe incentivare la produzione della musica da camera che negli ultimi anni ha sofferto un po’ nel nostro paese.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Di sicuro nessuno avrebbe potuto immaginare uno scenario simile fino a qualche mese fa. Credo che soprattutto per i lavoratori freelance nelle orchestre potrebbero esserci alcune difficoltà nell’immediato futuro. Tuttavia sono sicuro che come spesso accade, queste crisi diano l’opportunità alle persone più ingegnose ed intraprendenti di mettere in gioco le proprie capacità per reinventarsi, proponendo nuove modalità di fruizione dei concerti.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Mi auguro davvero che questo periodo di lontananza dalla musica dal vivo abbia riacceso la voglia nel pubblico di tonare a Teatro e nelle sale da concerto per tornare a godere della bellezza della musica e allo stesso tempo sostenere tutti i lavoratori dello spettacolo.

© Cidim