INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Charina Quintana
Charina Quintana, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Durante il periodo di confinamento, quasi tutto il tempo l´ho dedicato ai miei studenti CSMC, (Conservatorio Superiore di Musica delle Canarie, sede di Gran Canaria) tra lezioni online ed ascoltando le registrazioni che mi avevano inviato, non avevo molto tempo libero per annoiarmi. A parte questo, ho la grande fortuna che il mio partner sia anche un flautista, quindi diciamo che la musica è stata il cibo fisico e spirituale durante questo periodo. Noi musicisti sappiamo che la musica é un'eccellente medicina terapeutica che ti aiuta a convivere con i tuoi pensieri in momenti di difficoltà e quindi condividere insieme la stessa medicina ci ha aiutato a superare questo momento difficile.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Non in questo modo, ma attraverso registrazioni si, ma non dal vivo. Personalmente non mi entusiasma, perdo il mio interesse quando non riesco a sentire che i miei sentimenti non raggiungono qualcuno e non mi fanno sentire quella comunicazione diretta.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Voglio pensare che presto torneremo alla normalità, sicuramente con misure di protezione. Non possiamo evitare i pericoli, fanno parte della vita e dell'apprendimento. Gli ostacoli nella vita non sono sempre e non saranno gli stessi, quindi è concepibile che ci evolveremo e ci adatteremo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Ora siamo in un momento di pausa per analizzare la situazione, ma i giovani arrivano con energia e con più apertura mentale alle nuove tecnologie. Sono convinta che col passare del tempo e imparando nuovi modi di vivere insieme, tutto si normalizzerà. Si apriranno nuove strade e nuovi orizzonti, l’importante come sempre è continuare a camminare in avanti e non mollare mai, indipendentemente dalle pietre che trovi sulla strada. L'importante è imparare e scoprire come evitarle e conoscersi per poter migliorare come essere umano e dando il meglio di noi.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Se il grado di evoluzione di un paese viene misurato, tra le altre cose, dalle sue culture, se posso preferisco fare un appello ai politici perchè la mia preoccupazione, in questo momento particolare, dobbiamo pensare come creare il pubblico del futuro. Noi siamo musicisti e siamo anche pubblico, se ci occupiamo di educare fin dall'infanzia a sviluppare valori come esseri umani e nel rispetto e nella convivenza attraverso la musica

© Cidim