INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Vilma Campitelli
Vilma Campitelli, flautista
1. Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Dedico le mie giornate principalmente all’insegnamento online per le lezioni in Conservatorio. Poi mi dedico allo studio dello strumento, alla scoperta di nuovi brani ed alla riscoperta di “vecchi” brani parcheggiati da tempo. Tutti i concerti programmati sono stati annullati/sospesi/rimandati quindi ho riassaporato lo studio quotidiano fatto di esercizi tecnici, riabbracci con Moyse e Taffanel ma anche incontri con nuovi metodi che reputo interessantissimi ed indispensabili. La consapevolezza di avere tempo e non programmare il tempo è stata una sensazione positiva della quale me ne sono appropriata interamente. Sul piano della ricerca musicale, continuo la mia attività sulle compositrici e soprattutto tante idee con il Quartetto di Flauti Image che ormai dal 2005 seguiamo ininterrottamente la nostra attività. Purtroppo questo lockdown ci ha bloccato una importante tourneè negli Stati Uniti dove eravamo ospiti a Festival in Alabama e Mississippi. In questo periodo abbiamo completato il nostro CD “Image di donne” che presto sarà pubblicato per la Corrado Production. Contiene 15 track, tutte compositrici dai 5 continenti. Stiamo lavorando su un progetto online dove illustriamo in pillole il repertorio per quattro flauti con le problematiche della partitura, dell’insieme e dello stile.
2. Ha proposto sue esecuzioni in streming?
Ho proposto su facebook e sul canale youtube del Quartetto di flauti Image degli interventi particolari: delle mini presentazioni del mio volume “Compendium Muiscae Flauta”, unico alla storia della musica, che tratta il repertorio per flauto di sole compostrici; poi ho fatto la riproposizione di alcuni live dello scorso anno sempre col quartetto di flauti Image e qualche esecuzione in lockdown a distanza. La compositrice Angela Montemurro ha composto per noi, proprio in questo periodo di chiusura, una Tarantella per ottavino, 4 flauti e percussioni. La registrazione a distanza non è stata facile ma è stata una esperienza assolutamente nuova e positiva. Credo nella tecnologia e credo pure sia la strada sempre più da percorrere in futuro.
3. Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Terminata l’emergenza Covid19 credo che il modo di fruire la musica dal vivo sarà in parte ripensato ma si dovrà accellererare inevitabilmente lo sviluppo di molte tecnologie e renderle più facilmente fruibili. L’ascolto dal vivo avrà sempre il suo fascino e non credo mai finirà fin quando esiste l’uomo con la sua sensibilità. Forse sarà un lusso potersi sedere ad un teatro per assistere ad un concerto d’opera o godere dell’intimità di un concerto da camera. Vivere emozioni che si provano al concerto dal vivo sia per lo spettatore che per l’esecutore (soprattutto) sarà cosa diversa proprio nella percezione dei colori, delle dinamiche e della perfezione d’esecuzione. I due canali validi e separati, possono diffondere la musica a platee più ampie.
4. Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Per il settore penso ci sarà un forte ripensamento e molto più proiettato verso la tecnologia. É il tempo che avanza e noi dobbiamo essere al passo. Il settore classico spesso è più lento ad accettare le innovazioni ma non possiamo bloccare l’evoluzione dei tempi. Credo che sia arrivato il momento in cui i giovani possano avere lo spazio importante per poter dire cosa vogliono. Sarà esso uno spazio che nessuno occupa perché i “tradizionalisti” sono su ben altre strategie e ripensamenti. La storia è piena di questi passaggi. Pensiamo al passaggio dal clavicembalo al fortepiano e poi pianoforte; in tempi più recenti se pensiamo al passaggio dal vinile al Cd. La giusta integrazione sarebbe fantastica. La politica dovrebbe, in questo senso, fare un passo importante!
5. Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Credo ancora che l’emozione vera, l’essenza della musica si vive in un ascolto dal vivo, da una riproduzione meccanica se ne vivono altre. Sono emozioni differenti ma importanti entrambi. La magia unica per un artista avviene proprio nella esecuzione e nello scambio emozionale tra il pubblico e l’esecutore. La creazione estemporanea, la tensione, la resistenza fisica, il passaggio virtuoso, la fluibilità della linea melodica, sono elementi importanti ed anche elementi della formazione in conservatorio da parte dell’esecutore. Auspico un ritorno in massa ai pubblici concerti perché è ciò che all’uomo non potrà mai mancare: l’emozione.
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