INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Bruno Cavallo
Bruno Cavallo, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Cucino, penso, scrivo e leggo, scoprendo sempre di più di non sapere un sacco di cose. Solo del flauto so tutto.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Devo dire che registrare da solo, in casa, con il telefonino le Fantasie di Telemann non rientra nelle mie priorità, anche perché insieme a tanto altro, sono già su YouTube, Spotify e sul mio sito www.bruno-cavallo.com
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
L’ultimo decreto governativo riferito alla Musica (forse pensando più ai concerti rock e consimili) con tutte le limitazioni che pone non fa ben sperare per il nostro settore classico, perché con il limite di 200 persone in sala e 1000 all’aperto (concerti rock), aldilà della posizione degli orchestrali, verrebbe a costare un sacco di soldi allo spettatore o allo Stato per ulteriori sovvenzioni. Forse è meglio pensare a qualcosa di diverso, come già stanno facendo gli organizzatori dei concerti rock, attraverso il digitale.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Drammatico direi, sia a breve che a medio termine. Tutti quelli che hanno frequentato i miei incontri a Milano o altrove, e che hanno avuto l’opportunità e la bravura di vincere un concorso per un posto in orchestra, mi parlano di un settore in estrema confusione. I Sovrintendenti e i Direttori Artistici non sanno che pesci prendere, aldilà della cassa integrazione, anche perché mancanti della formazione digitale di cui parlavo prima. Prima di pensare al dopo bisogna che la macchina lavoro che c’era prima si rimetta in moto e che poi riaprano i concorsi. Quando la FIAT non vende auto, chiude le linee di montaggio. Forse sarebbe il caso di inserire il numero chiuso anche ai Conservatori per filtrare un po’ di più le iscrizioni e non andare a ingrossare ulteriormente, con troppi nuovi diplomati, le fila dei disoccupati.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Abbiate fede, arriveranno tempi migliori anche per noi! Mi sovviene un ricordo: fino al 1964 la RAI trasmetteva i Concerti Martini & Rossi che noi appassionati ascoltavamo alla radio di casa; forse sarebbe il caso di riprenderli per dare segni di risveglio…
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