INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Luciano Tarantino
Luciano Tarantino, violoncellista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Il tempo in questo periodo si è molto dilatato, dal frenetico anno 2019, a quest’anno di completo lockdown, questo tempo mi ha riportato indietro a quando da giovane mi dedicavo solo allo studio “matto e disperatissimo” sognando la futura vita da concertista… Approfitto di questo periodo per riposare un po’, per leggere, stare con mia moglie, godermi la nuova casa, e soprattutto mi preparo a diventare padre del nostro primo figlio.  Desidero completare nuovi progetti discografici e riorganizzare i concerti per la ripartenza.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Agli inizi, si, ho aderito ai vari party musicali, con video in multisessione, dove suoni in più contesti, video divertenti con i miei alunni, sfide tra colleghi per l’esecuzione di brani violoncellisti, etc. Ma nell’ultimo periodo ho cambiato un po’ idea. Da quando il Ministro Franceschini, ha proposto i concerti in streaming tipo Netflix, ho provato la stessa sensazione, di quando gli amici scaricano i tuoi dischi in spotify o youtube, senza comprarti il disco. E sappiamo tutti che il comparto discografico è quasi morto. La digitalizzazione della musica, è la sua morte. La digitalizzazione della musica, dovrebbe servire solo a promuovere, ad invogliare gli amanti della musica, a comprare i cd originali, e a seguire sempre più i concerti dal vivo. Invece l’ascoltatore è sempre più pigro, e superficiale, dopo pochi secondi del brano ascoltato sul cellulare, si passa già ad un altro, e via di seguito, senza mai soffermarsi e gustare la musica bella, con tutte le sue frequenze da stereo classico, e quel tempo passato in salotto a rilassarsi tra una lettura ed un buon disco.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Per i primi due anni, sarà ripensato di sicuro. In questi giorni discutevo con amici, circa le eventuali soluzioni, e pensavo ad alternanza di pubblico. > Mi spiego meglio, un concerto live che solitamente dura 1,30h, lo si può ridurre, e crearne due da 45 min, così da non stressare troppo il musicista, e permettere all’organizzatore di contenere i costi, e consentire l’alternanza del pubblico in sicurezza , senza lasciar nessuno fuori.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
La tipica risposta potrebbe essere negativa, ma io sono un’ottimista, e credo che la bellezza delle arti, è immortale, e tale rimarrà per sempre, ci sarà una ripresa, perchè senza musica senza arte non si può vivere.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Io spero che il pubblico fedele e chi non si mai avvicinato alla musica, prima o poi riscopra questa esigenza, e capisca che un mondo senz’arte, anche il più industrializzato ed evoluto di sempre, senza l’arte e la spiritualità non può essere pensato.
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