INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti italiani in tempo di coronavirus: Andrea Griminelli
Andrea Griminelli, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questo momento sono focalizzato sulle mie bimbe che sono qui con me, hanno un’età particolare che richiede molte cure e attenzioni. Nel piano musicale cerco di ascoltare cose nuove, nuovi repertori da proporre, vista l’esiguità del repertorio flautistico.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Sky classica, mi aveva chiesto un intervento, così con un telefonino in cinque minuti ho registrato un video con Syrinx di Debussy, non amo tanto lo streeming, sono restio a proporre miei interventi perché essendo maniacale nella ricerca sonora, è innegabile la scarsa qualità delle prese foniche. Poi con gli amici di Falaut in collaborazione con il CIDIM abbiamo realizzato un video in multi screen con professionisti e giovani promesse del mondo del flauto con il terzo tempo del Cardellino di Vivaldi.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Tra un anno e mezzo/due, quando ci sarà una cura credo ritornerà lo stesso, attualmente potrà esserci solo un graduale adattamento ai “nuovi” spazi e luoghi. I grandi concerti con oltre 5000 spettatori, rimangono un incognita, anche i miei amici musicisti che operano in altri settori, come il pop o il rock, confermano questa “sensazione”. Rimango deluso dalla risposta di questo Governo, anzi dell’assenza di risposte concrete a questa emergenza, l’assenza di considerazione degli artisti, parlo soprattutto della musica classica, anche perché il rock e il pop “vende sempre”.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
I giovani dovranno necessariamente reinventarsi, questo lockdown non è detto che sia stato totalmente deleterio, prima non c’era molto da fare, adesso hanno l’opportunità di creare un proprio spazio, la propria immagine, il proprio repertorio. Cogliere questa occasione come una riflessione può essere vincente per il futuro, può essere utile per conoscersi realmente e capire la propria direzione.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Saremo tutti più preparati musicalmente e tecnicamente, sicuramente le esecuzioni saranno di un livello più elevato. Il pubblico non deve aver paura, deve sforzarsi “in sicurezza” di supportare la musica, salvaguardando i musicisti e tutto l’indotto che la completa. Ricordo che quando ho organizzato il concerto a Reggio Emilia, hanno lavorato circa seicento persone. La musica è un insieme di tantissimi posti di lavoro, micro e macro economia, indispensabile per tutti i paesi del mondo.
www.andreagriminelli.com

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