INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti italiani in tempo di coronavirus: Rossella Spinosa
Rossella Spinosa, pianista e compositrice
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Il tempo scorre apparentemente più lentamente del solito. In questo momento scrivo musica naturalmente ma leggo anche molto, riscoprendo autori e pensatori come Dahlhaus, Schopenhauer, Eggebrecht, e suonando nuovamente Beethoven, Schubert, Scelsi... un tentativo di comprensione e di riscoperta di quel che la storia, la filosofia e la musica ci insegnano.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No, in realtà non ho proposto nè mie esecuzioni in streaming, nè tantomeno ho nuovi canali you tube per l'ascolto della mia musica. Credo che la musica online rappresenti oggi una modalità per tanti colleghi per esprimersi, per comunicare in qualche modo. Per me questo è più un periodo di ricerca. Credo alla vitalità della musica dal vivo e valuto la musica online quale una reazione all'emergenza che viviamo.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Credo e spero cose diverse. Mi auguro che la musica dal vivo possa ripartire e riconquistare almeno la stessa forza che ha lasciato al momento della chiusura; credo però che la scoperta della divulgazione online abbia creato indubitabilmente anche degli spazi apparsi come una forma apparentemente indipendente di presenza sulla scena per molti musicisti. Mi auguro che possano rivelarsi e convivere come forme di espressione multipla, ma non alternative l'una all'altra e che la divulgazione online non sia incentivata, invece, e condizionata sottilmente nella sua diffusione, con la finalità di ridurre un settore di vita economica (quale è quella culturale) che è invece indispensabile - ancor più per un paese dalla lunga storia come l'Italia - per la stessa sopravvivenza collettiva.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Il futuro lavorativo, soprattutto per i giovani, è un argomento che tratto spesso con i miei studenti di Conservatorio; questo, a dire il vero, ancor prima della emergenza Covid. Il nostro mercato musicale non è affatto semplice; le possibilità di emergere non sono tante. Anche per i migliori. Dal punto di vista delle commissioni per noi compositori, la situazione viveva una differenza abissale già prima della pandemia rispetto agli altri paesi davvero preoccupante. Oggi chiaramente leggere che la Germania individua tra i "bisogni primari" la cultura e da noi si fa fatica anche semplicemente a considerarci come un settore dell'economia produttiva appare naturalmente sconfortante. La verità è che occorrerebbe considerarci come una risorsa di ripartenza fondamentale, ricordando come l'Italia artistica sia stata riconosciuta nei secoli: tappa obbligata di conoscenza per l'evoluzione della cultura del mondo.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Non dimenticate. Non dimenticate l'emozione dell'ascolto dal vivo. Non dimenticate la forza delle emozioni provate nell'ascoltare le vibrazioni "vive" della nostra musica. Non smettete di popolare i nostri teatri, di condividere le nostre fatiche, i nostri sforzi, la nostra voglia di comunicare a voi il nostro sentire, il nostro profondo amore per l'arte, il nostro essere moltitudine unita nel senso schilleriano del termine.
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