INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Mario Ancillotti
Mario Ancillotti, flautista e Direttore d'orchestra
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale? Ho la fortuna di vivere in una grande casa in campagna a 10 km da Firenze e con un grande terreno e giardino. Non ho avuto ancora il tempo di annoiarmi perchè molto occupato in faccende rurali. Ma ho anche approfittato per fare dei lavori di revisione musicale che mi trascinavo da tempo. Sto leggendo molto anche di argomenti musicali, come una grande storia della musica dal 900 in poi. Un musicista ha poi sempre la necessità di non abbandonare lo studio dello strumento anche se la mancanza di prospettive a breve termine e soprattutto un certa difficoltà alla concentrazione dovuta alla particolare situazione rende lo sforzo dello studio più duro. Ho poi un festival che si tiene in autunno a Firenze ed ho utilizzato questo periodo per mettere a punto tutti i dettagli e le strategie future, confidando nella ripresa. Negli ultini giorni ho partecipato e proposto alcune videoconferenze sul problema della ripresa e del futuro del settore spettacolo dal vivo che preoccupa molto tutti noi.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho soltanto realizzato una piccolissima esecuzione all'inizio del lockdown, quando fu chiesta a tutti coloro che volevano dimostrare la reazione a questo grave problema. Poi ho pubblicato nel sito della mia associazione musicale Suoni Riflessi le realizzazioni registrate negli anni scorsi. Per i nostri soci è stato molto utile perchè hanno ritrovato e gustato di nuovo spettacoli passati. I nostri sono sempre spettacoli molto complessi e non sole esecuzioni musicali. Personalmente non ho fatto mie esecuzioni, mi è sembrato un poco autoreferenziale e esibizionistico, anche se ne capisco il senso.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
La musica dal vivo non può essere che questa: la bellezza di una esecuzione musicale non sta nella sua perfezione, ma nella comunicazione che riesce a dare attraverso tutte le variabili e le emozioni dell'esecuzione dal vivo. Ogni proposta di streaming o altro sistema informatico non può essere che una “riproduzione” , così come una fotografia di un capolavoro pittorico o di un monumento. Dobbiamo riprendere gradualmente ma velocemente tutte le nostre forme di spettacolo dal vivo, all'aperto nei festival estivi, al chiuso nei teatri e nelle sale, sapendo che è un obbligo morale e improcrastinabile. Si debbono trovare le cautele per evitare al massimo i contagi, ma la bellezza della esecuzione musicale diretta è una necessità intellettuale e spirituale. Niente può sostituirla.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Mi auguro che tutto possa tornare meglio di prima. Questa tragica situazione potrebbe aprire delle possibilità migliori per il futuro. Ed esempio ci siamo purtroppo resi conto di quanto poco siamo considerati a livello politico e comunicativo. Le uniche cose musicali di cui si sono occupati i media sono state le grandi kermesse rock, pop o di celebri cantanti. Di noi non si è parlato. E questo ha provocato una reazione che spero sia foriera di sviluppi interessanti. Molti musicisti si sono fatti sentire, hanno espresso pareri, hanno fatto interviste sui giornali, si sono fatte e si fanno riunioni in video per pretendere lo spazio che ci compete e per far notare i problemi che si presenteranno durante e dopo questa pandemia. Dovremo considerarci di più una categoria e riunirsi in organizzazioni di settore. Purtroppo per formazione i musicisti sono un po' individualisti. Se riuscissimo a confluire in associazioni di categoria, questo è soprattutto indirizzato ai più giovani, avremmo fatto quel passo avanti che mai siamo riusciti a fare, soprattutto in Italia. Ci sarebbero tantissime cosa da migliorare e tanto da pretendere dal mondo politico/amministrativo.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Ovviamente il primo pensiero è quello di non trascurare le cautele necessarie per evitare il contagio. Ma questo viene già ripetuto da più parti; so che Agis sta facendo un piano per riaprire in sicurezza anche in fase 2. Ho una piccola e bellissima associazione musicale all'Isola d'Elba e ho notato che i nostri soci sono un po' divisi: una parte vuole assolutamente riaprire subito, un'altra ha più paura. Dovremo attuare tutto ciò che sarà indicato, ma poi la bellezza della musica dovrà vincere su una paura non razionale parlando di concerti in zone sicure e all'aperto. Non smettiamo di vivere la nostra bella musica!
www.marioancillotti.it

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