INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Andrea Manco
Andrea Manco, flautista - Primo Flauto dell'Orchestra del Teatro alla Scala e della Filarmonica della Scala
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Sono in appartamento a Milano con la mia fidanzata, anch’essa musicista, e spesso studiamo insieme o facciamo dei duetti. Faccio delle lezioni online per gli allievi dell’Accademia della Scala e tanti altri studenti, cercando di non interrompere il rapporto didattico in questi mesi di isolamento. Occupo il resto delle giornate con la lettura, la ginnastica, film e serie tv e la buona cucina.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho partecipato al video della Filarmonica della Scala a Pasqua suonando il Canone di Pachelbel virtualmente insieme ai miei colleghi e amici scaligeri; ho anche realizzato dei video che ho condiviso sul mio canale Youtube, dove eseguo degli studi per flauto solo, con l’intento di essere d’esempio e stimolo per tutti i flautisti costretti a casa, per approfittare di questo momento di stop in modo costruttivo.
3 - Terminata l’emergenza Covid - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sicuramente ci sarà un periodo transitorio in cui il sistema di fruizione della musica nei teatri andrà ripensato per garantire la sicurezza degli artisti e del pubblico. Le proposte sono tante: organici ridotti, pubblico distanziato, concerti in streaming, concerti in spazi all’aperto… Tuttavia mi auguro che ciò non durerà a lungo e che presto riusciremo ad esibirci nella maniera tradizionale nelle sale da concerto gremite di pubblico, perché nulla può sostituire la bellezza e l’intensità di uno spettacolo dal vivo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Credo che, anche in un momento di emergenza sanitaria come questo, l’uomo senta il bisogno dell’ arte e della cultura come elementi essenziali per lo spirito e la crescita interiore. Mi auguro che il nostro paese non ci metterà da parte ma saprà interpretare questo bisogno, finanziando adeguatamente il nostro settore, per dare a noi musicisti gli spazi e le risorse per esprimerci, e al pubblico l’opportunità di fruire di spettacoli di alto livello. In particolar modo spero che verrà data attenzione ai tantissimi e talentuosi artisti più giovani che si impegnano in un percorso difficile, lungo e altamente competitivo, spesso scoraggiati dalle poche possibilità di sbocchi professionali, ma che nonostante ciò non si arrendono.
5 - Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Il teatro rappresenta non solo un’ occasione di svago, ma anche un luogo d’incontro, di arricchimento personale culturale, dove provare emozioni profonde e anche un luogo dove sentire l’appartenenza ad una città e l’orgoglio identitario di un popolo. La Scala propone quotidianamente da un paio di mesi spettacoli degli anni passati sui canali Rai e questo è sicuramente positivo per la diffusione della cultura anche verso chi non era abituato a recarsi in teatro. Penso che lo spettacolo dal vivo sia tuttavia insostituibile e il mio appello è dunque quello di superare la paura dei luoghi affollati e tornare, appena sarà possibile, a goderne appieno.
© Cidim