INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Giampaolo Pretto
Giampaolo Pretto, flautista e Direttore d'orchestra
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Cerco di approfittare di questa lunga pausa per riflettere: non solo sui progetti futuri che sono sempre tanti, ma anche sul mio passato. Noi musicisti raramente ci fermiamo a contemplare le decine di anni di esperienze che abbiamo accumulato, concedendoci il lusso di rivivere ricordi e riaccendere antiche connessioni; ma anche, perché no, di godere intimamente ancora una volta delle emozioni che abbiamo provato e forse suscitato, non dandole troppo per scontate. Sul piano più strettamente operativo studio più del solito, approfittando per acquisire nuovo repertorio in entrambe le mie attività, di direttore e di flautista. Al tempo stesso cerco di colmare almeno alcune delle inevitabili lacune che ho accumulato in qualità di ascoltatore, concentrandomi su integrali di quartetti, lunghe Opere e nuova musica, che di solito purtroppo non ho il tempo di ascoltare con la dovuta calma e concentrazione.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho deciso di registrare dei brevi concerti in formato video che ho chiamato “Quarantine Microconcerts”, della durata massima di quindici minuti ciascuno, che ho caricato sul mio canale Youtube e sui social: francamente più per un mio bisogno performativo che per altre ragioni. Mi mancano i concerti, e studiare solamente alla lunga mi annoia. Suonare invece nella modalità da concerto, da capo a fondo, anche se davanti a una piccola telecamera, riesce a sostituire almeno in minima parte l’emozione comunicativa di un live.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Mi auguro profondamente che non cambi di una virgola, al punto tale che se così non fosse preferirei cambiare mestiere. Da tempi immemori gli esseri umani si dispongono a semicerchio per guardare ed ascoltare qualcuno che si sobbarca l’onore e l’onere di raccontare loro qualcosa in forma d’arte. Da migliaia di anni teatro e musica sono una necessità assoluta di espressione umana, e nei secoli nulla è cambiato, se non l’ampiezza e conformazione degli spazi e delle sale al cui interno avviene questo rito. Le registrazioni di ogni tipo così come gli streaming sono senz’altro utili e complementari, ma la performance dal vivo è e sempre sarà insostituibile. Certo, tutti dovremo suonare ancora meglio e formulare proposte concertistiche ancora più appassionanti: ma questo è un bene.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Spero che i giovani in particolare possano godere alla fine dell’emergenza di una fase di rinascita, in cui la lunga astinenza da un bisogno fondamentale come la musica spinga con ancora più entusiasmo vecchi e nuovi appassionati ad applaudirli a teatro. Certo ci vorrà tempo, ma sono fiducioso.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Appena potrete farlo con ragionevole sicurezza, tornate a teatro: tutti noi musicisti vi aspettiamo per farvi passare dei momenti indimenticabili.
www.giampaolopretto.com

© Cidim