INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Mattia Zappa
Mattia Zappa, violoncellista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Il confinamento in casa durante la crisi COVID-19 per più di due mesi e mezzo mi ha regalato improvvisamente molto tempo per dedicarmi allo studio di repertorio nuovo. Ho imparato trascrizioni per violoncello solo della Ciaccona di Bach (per violino) e della Toccata e Fuga (per organo). Inoltre, la Solosonata di Weinberg. E' stata una disintossicazione da stress ed ora mi sento di avere fatto un salto di qualità. Ho cercato di sfruttare al massimo questa situazione anomala.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Me l’hanno chiesto più volte…, ma no, io detesto comprimere il suono del mio violoncello attraverso il microfono di un telefonino. Ho adottato una strategia alternativa, riproponendo sui social diverse mie registrazioni (ben fatte) che avevo nei cassetti, abbinando la musica con immagini della mia città deserta, Zurigo durante il COVID. Ne è risultato una simbiosi forte, che è stata molto apprezzata.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sarà una riscoperta, una graditissima sorpresa potersi nuovamente confrontare con musica dal vivo, poter presenziare a concerti. La gente ha bisogno di musica dal vivo, di calore umano, non se ne può più di stare davanti agli schermi in pigiama…
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
La situazione difficile e i tempi bui richiederanno flessibilità, e innovazione artistica. Chiaro, nulla sarà più come prima, questo periodo ci ha segnati, impoveriti economicamente, tutto ristagna. Manca la fiducia. Ci sono però molte opportunità in ogni momento di crisi, basta saperle cogliere, ed essere pronti, con qualità e una proposta artistica seducente.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Riscopriamo la bellezza della musica dal vivo! La tecnologia streaming è stata un palliativo momentaneo per salvarci dall’isolamento, ma la musica va vissuta dal vivo, con la vibrazione fisica, il calore umano dell’artista e la sua bravura.
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