INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Luca Ranieri
Luca Ranieri, violista - Prima viola dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questo periodo passo una parte del mio tempo studiando e facendo delle lezioni online, sperando di poter aiutare con dei consigli i giovani che si vogliono far ascoltare. Ma soprattutto mi prendo cura e mi godo casa mia, visto che sono almeno 25 anni che non mi fermavo per così tanto tempo. Ne approfitto per seminare un po’ di verdura, curare il mio giardino, controllare che i pomodori crescano bene, mettere in ordine il mio studio, catalogando le partiture e i cd.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No pochissimo. Non ero e non sono nello spirito di farlo anche perché vivo in una delle zone più colpite dal virus, la provincia di Brescia. Di conseguenza il mio pensiero era altrove e non trovavo la giusta ispirazione, comunque ho fatto un mio piccolo intervento tramite la RAI a inizio marzo.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Mah… chi lo sa! Spero proprio di si, ma ci vorrà del tempo per riprendere le abitudini di una volta. Sicuramente va anche ripensato il sistema musica, ampliando anche l’offerta streaming, come del resto già fanno in alcune nazioni. Potrebbe essere un nuovo stimolo per ampliare l’offerta al pubblico introducendo nuovi e vari generi musicali. Il contatto con il pubblico è certamente fondamentale in questo mestiere, trasmette delle vibrazioni che solo nei concerti dal vivo si può provare, e quando la situazione tornerà alla normalità sono sicuro che noi artisti lo apprezzeremo ancora di più.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Dobbiamo ripensare anche a questo. Troppo poco i giovani ragazzi nel nostro settore sono tutelati, spesso sottopagati, e questo non è giusto senza contare che molte istituzioni pagano i concerti dopo mesi (parliamo anche di 6-7 mesi e alle volte di anni, per cifre inoltre non esorbitanti). Queste dinamiche non possono essere più tollerate. La politica troppo spesso ha dimenticato la cultura di questo paese. Il cambiamento deve arrivare soprattutto da questo settore, tutelando i nostri giovani musicisti perché loro saranno, nel prossimo futuro, coloro che porteranno alto il nome dell’Italia nel mondo.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
L’appello che voglio rivolgere è quello di ripensare, in questi momenti, alle belle emozioni che noi musicisti abbiamo cercato di trasmettervi in tutti i nostri concerti e che queste emozioni torneranno, spero il più presto possibile, ma certamente torneranno e noi saremo sempre pronti ad accogliervi con più gioia di prima.
www.lucaranieri.it

© Cidim