INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Anna Serova
Anna Serova, violista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Per dire la verità, a livello personale, sono stata contenta di fermarmi un po’, visto che l’ultimo periodo era stato particolarmente intenso, con tanti concerti e l’insegnamento all’estero, la partecipazione ai quali ha richiesto molti voli intercontinentali. Perciò, le prime settimane di lockdown le ho passate in uno stato di completo relax a casa, studiano la viola, ovviamente, ma anche apprezzando le semplici cose come leggere un libro, cucinare o solo passare il tempo con la famiglia. In questo momento sto lavorando all’editing di un mio nuovo disco, registrato nei mesi precedenti e, inoltre, sto preparando alcuni progetti nuovi. Dedico tanto tempo ai miei allievi: sono docente all’Accademia Perosi di Biella e insegno online come lo fanno in tanti in questi giorni.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Cerco di stare molto attenta alla qualità del materiale che pubblico. La qualità del suono in streaming, inoltre, non è sempre sodisfacente. E soprattutto manca lo scambio energetico con il pubblico! Suonare sul palco, quando il musicista vive le stesse emozioni insieme al suo pubblico, non può confrontarsi con l’esecuzione davanti a un cellulare. Perciò non ho fatto i concerti in streaming, ma ho preferito pubblicare alcuni video dai concerti fatti in precedenza e, inoltre, tanti video messaggi di solidarietà con i vari festival e le stagioni concertistiche, insieme a un video dedicato alla campagna di raccolta fondi per la ricerca medica.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Credo e spero che tutto tornerà presto alla normalità, come prima. Penso che la gente non veda l’ora di tornare nelle sale da concerto. Per tante persone, sentire la musica dal vivo, costituisce una parte importante della loro vita. Gli amanti veri della musica hanno tantissimi dischi a casa con le migliori e impeccabili esecuzioni, ma non rinuncerebbero mai a recarsi ad assistere a un concerto dal vivo. Solo stando in sala da concerto si vive la sensazione di assistere in diretta a una creazione artistica, condividendo con il musicista l’energia, il calore e la gratitudine.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
In questo periodo nel quale l’Italia, insieme al resto del mondo, sta affrontando l’emergenza sanitaria e, di conseguenza, dovrà confrontarsi con l’imminente crisi economica, il settore musicale sicuramente vivrà dei tempi duri. Forse è arrivato il momento, anche per noi musicisti, di valutare l’importanza di essere uniti, coordinati e ben rappresentati per essere visibili davanti alle istituzioni.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
L’artista ha bisogno del suo pubblico, dal quale prende l’ispirazione e al quale, in cambio, regala le emozioni. In questi tempi difficili l’arte è quanto mai necessaria, per sollevare l'anima dai brutti pensieri, per ridare la serenità a tutti noi e restituire così la bellezza al mondo.

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