INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Leonardo Pierdomenico

Leonardo Pierdomenico, pianista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Diciamo che impiego le mie giornate cercando di non cadere nella monotonia che, specialmente nelle condizioni attuali, aumenta il rischio di alienazione. Quindi faccio esercizio fisico, guardo film, leggo, faccio didattica a distanza ai miei allievi al Conservatorio e cerco di continuare a coltivare i rapporti a cui tengo con messaggi e videochiamate: sento la vicinanza degli amici e delle persone care anche in questa lontananza e ovviamente non vedo l'ora di riabbracciare tutti. Sul piano musicale, oltre ad aver imparato a memoria le sigle di tutti i tg, studio Bach e mi preparo per il Concorso Chopin di Varsavia (che sembra essere uno dei pochi appuntamenti ancora confermati per quest'anno!).
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho scelto di non trasmettere concerti in diretta streaming principalmente perché penso non siano forse il modo più adatto per godere appieno di un prodotto artistico, e poi anche perché a casa ho un pianoforte non proprio in condizioni ottimali! Ad onor del vero devo ammettere che proprio all'inizio dell'emergenza Covid-19 ho fatto un'eccezione: mi stavo preparando al concorso Liszt, che in una delle prove avrebbe previsto l'esecuzione di una sinfonia di Beethoven trascritta per pianoforte solo, ma il concorso è stato posticipato e mi dispiaceva vanificare quel lavoro. Ho deciso quindi di "fermarlo" videoregistrando a casa tutta la quinta sinfonia, per poi pubblicarla sulla mia pagina Instagram. E' stato anche un modo per omaggiare Beethoven, in un periodo in cui le orchestre sinfoniche, che lo avevano in programma proprio nell'anno del suo anniversario, hanno dovuto interrompere le loro attività.
3 – Terminata l’emergenza COVID -  19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Questo non so dirlo. Dalla parte degli artisti sarà sicuramente una grande emozione poter tornare sulle scene, mentre da parte del pubblico secondo me ci sarà un grande desiderio di intrattenimento dal vivo e soprattutto di calore umano. Andare a teatro (o al cinema ecc) è anche un modo per fare aggregazione, trovarsi con gli amici e sperare in incontri interessanti, che sono le cose che ci sono più mancate in questa quarantena. All'inizio ci vorrà un po' di tempo per riabituarsi e fidarsi di nuovo della sicurezza dei luoghi pubblici, ma nelle mie previsioni c'è un periodo florido per l'intrattenimento dal vivo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Sicuramente, come dicevo, ci vorrà un po' di tempo per tornare ai ritmi concertistici pre-Covid: sarà persino più difficile trovare spazio. Ma credo che chi avrà la pazienza di continuare a lavorare con serietà e a proporre progetti di qualità alle società concertistiche, non appena queste si saranno rimesse in moto, verrà premiato.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Del pubblico mi mancano soprattutto le emozioni. Si parla spesso delle emozioni che un artista può suscitare nel pubblico, ma si parla meno di quelle che il pubblico suscita in un artista. E' ugualmente (se non più) importante perché è grazie al calore ed alla presenza del pubblico che a volte gli artisti sono in grado di creare cose davvero straordinarie mai venute fuori prima. Non vedo l'ora di rivedere le sale piene e rivivere tutti insieme questa magia.
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