INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Marco Scolastra
Foto: photo chiccofratta

Marco Scolastra, pianista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Passo il mio tempo… volendomi bene. Questo è un momento sospeso in cui bisogna cercare il proprio benessere fisico e spirituale. Suono molto ogni giorno, leggo, dormo più del solito, assaporo la calma e i tanti silenzi che la natura ci dona, a volte stranianti ma anche molto benefici. La musica mi ha salvato anche in questo periodo, per me è terapeutica. La sto vivendo con grande intimità, adesso più che mai come mezzo di crescita personale. Sto studiano nuovi pezzi di Beethoven per un concerto-racconto con Sandro Cappelletto, The Young Beethoven, la cui prima era prevista in marzo e che naturalmente è saltata. Speriamo di recuperarla in autunno, insieme alle repliche. Inoltre sto preparando un nuovo disco con il bravissimo tenore inglese Mark Milhofer, un doppio cofanetto con tutti i Folksongs di Britten.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No. Non amo molto questa forma di diffusione musicale. Su invito di alcuni enti concertistici, ho solo realizzato qualche breve clip per fidelizzare abbonati e soci. Nei prossimi giorni farò un video per il sito del giornale “Il Messaggero”.
3 - Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Certamente non sarà lo stesso. È difficile capire cosa accadrà, come e quando si riapriranno teatri e sale da concerto, tutto è molto confuso. La fruizione della musica dal vivo sarà, almeno all’inizio, necessariamente contingentata. Ci saranno diffidenze, difficoltà logistiche, ma mi auguro che la voglia di bello continui sempre. Sono certo che noi musicisti - e in generale tutti gli operatori dello spettacolo dal vivo - ne usciremo con una voglia incredibile di lavorare. Vogliamo esser utili. Spero solo che ce lo permetteranno, che ci siano i mezzi e le possibilità per esserlo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Per noi musicisti non sarà facile ma penso che avremo due alleate fedelissime: la passione e la disciplina. Ci aiuteranno a “non mollare” e a continuare al meglio. Proprio per questo non voglio perdere buonumore e ottimismo: devo immagazzinare più energie possibili così quando “usciremo” dalla pandemia potrò dare il meglio di me. Per quanto riguarda i giovani interpreti sono sicuro che avranno moltissime energie, anche per sperimentare ed attuare progetti innovativi.
5 - Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Non ci abbandonate! Sosteneteci e soprattutto - con le dovute precauzioni - non abbiate paura di tornare a star insieme per ascoltare musica dal vivo, l’unica che dà vere e profonde emozioni. Grazie.

© Cidim