INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande ai musicisti in tempo di coronavirus: Andrea Bacchetti
Andrea Bacchetti, pianista
1 - Come passa il suo tempo?
In larga parte studiando. Non potendo fare concerti, ho pensato di utilizzare questa pausa forzata per allargare il mio repertorio. Poi leggere o rileggere qualche bel libro: Clara Haskil, con la prefazione di Karajan, del quale conservo ricordi bellissimi; Shura Cherkassky, con la prefazione del M° Fazzari, fondatore delle mitiche Serate Musicali di Milano, che mi ospitano fin dal 1996; “Miecio” (Horzowski) che ho avuto l’onore di conoscere e che era molto legato alla mia Città: Genova. Qualche romanzo storico. E’ bello, oggi, attingere, respirare, confrontare l’aria e le emozioni di quei tempi ormai lontani. Oltre che, naturalmente, ascoltando tanta Musica. Adesso che il tempo c’è, a me interessa molto ascoltare i grandi solisti, le grandi orchestre, sopratutto le esecuzioni e gli interpreti che hanno fatto la storia. Senza dimenticare le giovani generazioni.
2 - Di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Come dicevo studiando moltissimo. Bach: vorrei concludere l’integrale del Clavicembalo Ben Temperato che mi piacerebbe registrare non appena possibile. Completare e riprendere gli Improvvisi Schubert (da eseguire in integrale) gli studi di Chopin (in parte trascurati nel tempo), i concerti di Mozart e di Beethoven (ne avevo alcuni programmati da tempo, speriamo di riuscire a farli).
3 – Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Si certamente attraverso riprese on line per esempio per Classica TV, per il GIMYF (Genoa International Music Youth Festival), o per il Festival Como Classica, ecc. Ma ho anche risposto molto volentieri alle tante richieste di emittenti pubbliche e private di trasmettere i video live di alcuni miei concerti in Italia ed all’estero.
4 - Quale è la composizione che ha cambiato la sua vita?
Più che a una composizione penserei ad un compositore. Uno dei miei punti di riferimento, ormai da anni, è Bach. Ho studiato, suonato e registrato larga parte della sua produzione. Dalle Suites alle Partite, ai concerti dei quali ricordo volentieri l’incisione per Sony con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Alle Variazioni Goldberg che ho cominciato a leggere che avevo 9 anni e le ho suonate in pubblico quando ne avevo 15 e che ho anche registrato più volte. Sicuramente, hanno avuto un grande peso nella mia vita e nella mia formazione musicale. Non posso non ricordare il mio pluriennale rapporto artistico con il M° Berio e con il suo pensiero. Ricordo un programma che a Lui piaceva moltissimo: “Bach/Berio” che univa alcune Suite o qualche Partita, con gli Encores, con Rounds, la Petite Suite.... La scoperta di un mondo nuovo, unico credo a quell’epoca, dove le regole rigorosamente classiche si sposavano, si fondevano, con il pensiero più autorevole della contemporaneità. Bellissimo… Cio che poi, negli anni mi ha illuminato; che poi ho cercato di coniugare anche con i grandi compositori classici: da Mozart, a Beethoven, Schubert, ecc.
5 - Un suo pensiero al pubblico dei concerti?
Credo che in questo momento noi musicisti, ma anche gli ascoltatori, il pubblico siamo tutti un po’ disorientati, sconcertati: non abbiamo idea di cosa e come potrà essere il nostro futuro. E ci soffriamo molto !!! credo tutti !! Non è mai successo di essere costretti, purtroppo, e “non” fare musica dal vivo e quindi a “non” proporre ascolti live, che comunque sono una cosa diversa da quelli in video o CD, DVD o altro….. Ricevo tantissime telefonate o mail o attraverso i social: cerco di essere loro vicino proponendo ascolti, commentandoli insieme. Ci facciamo coraggio vicendevolmente e, mi creda ce n’è molto bisogno, anche dal punto di vista psicologico, auspicando tempi migliori al più presto possibile…
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