INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Sonig Tchakerian
Sonig Tchakerian, violinista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Mi sono presa del tempo in questo tempo di silenzi importanti. E’ sempre stato carico di energie misteriose il silenzio: prima dell'inizio di un concerto, del suono del mio violino, del pensiero musicale che si racconta, del pubblico che applaude... nella difficoltà di questi mesi questo tempo di silenzio che mi abbracciava giorno e notte è stato occasione di riflessioni su più fronti. Ma anche un tempo di studio regalato, un’occasione per approfondire, rimettermi in forma, studiare nuovo repertorio non necessariamente finalizzato ad una esecuzione ma solo per il piacere di farlo, un lusso. Sono molto fortunata e non me lo dimentico.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Non l'ho fatto. Sono abbastanza asociale sui social, spero di essere più friendly nella vita vera! In realtà ci penso ogni tanto, ho anche qualche video che mi tenta in questo senso... ma sono abbastanza riservata come persona e restia a mettermi in mostra.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Le modalità di accesso agli spettacoli saranno necessariamente ripensate e dovremo tutti per forza di cose accettarle, speriamo per un periodo non troppo lungo. ma, a livello personale, sia per noi musicisti che per chi ci ascolterà, credo sarà ancora più importante e necessario ritrovarsi “dal vivo”. Perché in questo dramma quotidiano, delle persone che stanno davvero male o che sono venute a mancare, del lavoro sospeso, delle tante solitudini, recuperare una libertà che sembrava scontata, un rapporto personale e non virtuale, un abbraccio vero e non immaginato, in tutto questo quotidiano ritrovato, ascoltare finalmente dal vivo sarà fatto con nuova consapevolezza e grande commozione per tutti.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Credo ci sarà per tutti una grandissima necessità di ritrovarsi, per noi musicisti di suonare insieme, di risentire questo suono dopo il silenzio di mesi. Spero davvero per tutti in una rinascita di energia e di prospettive lavorative,  anche per i giovani. Non voglio smettere di credere che il mondo potrà essere migliore per tutti, ma davvero per tutti.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
La musica, il palcoscenico, gli artisti, tutti esistiamo grazie al pubblico. il teatro è un momento di incontro, di condivisione, di visione, uno spazio in cui la musica si racconta a tutti e al tempo stesso a ciascuno di noi in modo assolutamente intimo e misteriosamente complice. Si racconta a proposito di Jascha Heifetz (chissà... voglio credere che sia vero), che ad un suo concerto, causa mal tempo (!), si sia ritrovato in sala con un solo spettatore e lui, per rispetto, abbia fatto tutto il concerto! il pubblico è vita per noi.
www.sonigtchakerian.it

© Cidim