INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Alessandro Deljavan
Alessandro Deljavan, pianista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Diciamo che la mia giornata si divide fra attività didattica: la mia classe di Conservatorio a Foggia sembra abbia trovato stimoli nuovi per fare di più e meglio; e il lavoro a 5 produzioni discografiche che, a questo punto, spero vedano la luce a breve! La giornata cosi passa velocissima e c’è soltanto qualche ora dedicata a fantasie culinarie.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Si, ho dedicato qualche brevissimo video a coloro che seguono la mia pagina professionale su Facebook. La qualità audio video è molto bassa ma, talvolta basta anche il giusto spirito. Può essere importante donare anche 2 minuti di svago a coloro che passano questi giorni in completa solitudine.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Sono certo che troveremo davanti a noi diverse fasi per il ritorno alla normalità assoluta. Spero nel buon senso del nostro grande pubblico. Abbiamo un grande bisogno di coraggio per ripartire.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
La nostra meravigliosa Italia pre o post pandemia continuerà ad aiutare e sviluppare la carriera dei giovani talenti con i grandi limiti che ha sempre avuto. Possiamo fare moltissimo per favorire ancora di più la crescita dei nostri talenti, sin dall’inizio della loro formazione. Sarebbe importante, oltre all’offerta di borse di studi, o all’aiuto per esperienze e masterclasses all’estero creare ancora più occasioni per vedere i giovanissimi a contatto con pubblico esperto.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Ripeto, come detto in precedenza, che il coraggio è la parola chiave per ripartire. Ho una relazione particolare con la sala da concerto in veste di ascoltatore. L’essere dall’altra parte mi crea forse ancora più disagio. La tensione, sofferenza che provo come esecutore si moltiplica quando sono un “semplice” ascoltatore. Il nostro pubblico è la sola, luminosa immagine di una splendida ripartenza, che avverrà prestissimo!
www.alessandrodeljavan.com

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