INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Alberto Franchin
Alberto Franchin, violinista del Quartetto Noûs
1 - Come passa il suo tempo?
È fondamentale mantenersi sempre in esercizio, perciò inizio la giornata con dell'attività fisica per poi proseguire con qualche ora di studio sullo strumento. Il resto della giornata, non potendo provare con i miei colleghi, viene impiegata leggendo libri e approfondendo alcuni hobby tra cui quello della liuteria e nello specifico della costruzione di archetti, che in realtà è per me una vera e propria passione parallela a quella del musicista.
2 - Di cosa si occupa sul piano musicale?
Approfitto del tempo a disposizione per riprendere alcuni studi e del repertorio per violino che nella frenetica vita quartettistica non ho sempre il tempo di tenere sotto mano ed inoltre dedico del tempo a leggere saggi o libri di approfondimento su varie tematiche musicali.
3 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Come quartetto abbiamo sfruttato le varie piattaforme social per mantenere il contatto con tutti coloro che ci hanno seguito e supportato in questi anni e che si sono appassionati alla nostra musica, e l'abbiamo fatto attraverso la pubblicazione di post di nostre esecuzioni audio e video tratte dai nostri ultimi concerti e cd.
4 - Qual è la composizione che ha cambiato la sua vita?
Diverse sono state le composizioni che hanno segnato fortemente vari momenti della mia vita, ma direi che pensando alla mia attività quartettistica una composizione che di certo è impressa in me più di altre è il quartetto in la minore op.132 di L. Van Beethoven, ovvero il primo quartetto che abbiamo studiato agli inizi del nostro percorso e che ci ha fatto appassionare alla nostra professione.
5 - Un suo pensiero al pubblico dei concerti?
Sono fiducioso nel pensare che trascorso questo difficile ed alienante periodo ritroveremo tutti una spinta ancora più forte a considerare la musica e l'arte in generale un qualcosa di indispensabile per l'arricchimento della nostra anima. Citando la Canzona di ringraziamento, ovvero il terzo movimento del quartetto op. 132 di Beethoven, sentiremo in noi una "NUOVA FORZA".
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