INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Davide Cabassi
Davide Cabassi, pianista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Le mie giornate in questo tempo sospeso, in realtà, sono piuttosto piene. Studio - avendo finalmente il tempo di concludere progetti che restavano in attesa da molti anni - seguo i miei studenti da remoto, e provo a tenere vivi i contatti con la società musicale, ma anche umana, che ho sempre curato. Tre sere alla settimana organizziamo, con studenti vecchi e nuovi, e tanti amici, una chat in cui si chiacchiera ma poi ciascuno suona per gli altri. Un modo per stare vicini ma anche per non perdere l'abitudine di suonare per gli altri. Ed ogni venerdì, sul gruppo facebook della mia associazione Primavera di Baggio, incontriamo un artista che parla e suona per noi.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho postato solo un vecchio video del concerto di Ravel per vedere se io, non esattamente un genio informatico, fossi capace di utilizzare l'apposita piattaforma. Per il resto ho suonato solo nei gruppi dei miei studenti e amici, e nel gruppo della Primavera di Baggio. Niente contro chi propone pubblicamente le proprie esecuzioni da casa, anzi! Magari nelle prossime settimane capiterà anche a me.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Questa è la grande domanda, che tutti si pongono. Certamente molto cambierà, specie nei primi mesi. Ma noi dovremo essere rapidi e pronti ad intercettare le esigenze di questa nuova normalità. Dovremo essere flessibili, intelligenti, anti dogmatici. Trovare forme nuove - che salvaguardino la dignità del nostro lavoro e la qualità della fruizione - ma che si adattino a quello che per forza succederà. Non so ancora COME, so che dovremo essere molto pronti.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Voglio essere positivo. Anche nella peggiore delle ipotesi temporali questa pandemia passerà. Non passerà il bisogno di bellezza che è parte integrante della natura umana. Ripeto, ci saranno modi e luoghi e situazioni da inventare, ma saranno proprio i giovani ad inventarli. Il bisogno di arte, di socialità e di bellezza troverà le sue modalità, ma non si interromperà. Per paradosso potrebbe essere il momento - ripensando a tante storture del nostro vecchio sistema - di migliorare e di implementare il settore.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Voglio rivolgere una richiesta ai miei colleghi: noi senza pubblico non esistiamo. Ricordiamocene sempre, rispettiamolo e andiamo sempre verso il nostro pubblico. Sarà sempre più così: non potremo pretendere che la montagna venga sempre a Maometto. E non spaventiamoci! Non abbiamo paura. Sarà nuovo, diverso, ma non per questo meno fonte di stupore e meraviglia.
Davide Cabassi

© Cidim