INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Davide Formisano
Davide Formisano, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Permettetemi una breve cronistoria ai fini di comprendere meglio il mio stato d’animo. Di ritorno a Francoforte da una vacanza nella Repubblica Dominicana con mia moglie (che è Dominicana) sono rimasto bloccato in Germania. Infatti, avrei avuto un volo per Milano la stessa sera per tenere delle Masterclass e poi partire per Seoul per alcuni concerti... Tutto cancellato. Triste sono partito verso Stoccarda dove ho casa e dove insegno dal 2007 presso la Hochschule für Musik, adesso vedendo come sono state gestite le cose in Italia sono contento di essermi fermato qui perché di fatto la quarantena non c’è mai stata. A questo punto dopo un periodo di indolenza totale e sensazione di impotenza per non essere potuto tornare in Italia ho deciso di attivarmi e di non vivere passivamente questo periodo di vita. In breve ho cominciato a scaricare tutte le applicazioni possibili (zoom, Google duo etc., etc.) per poter fare lezioni online ai miei allievi di Stoccarda ed ai miei allievi dell’Accademia Perosi di Biella. Quindi il mio impegno in questo periodo di limitazioni è prevalentemente sociale. Percepisco un profondo ringraziamento da parte dei miei allievi per non averli abbandonati a se stessi come fossi un Padre che tiene unita la famiglia nei momenti difficili. Loro in cambio mi allontanano dalla solitudine, dal male e dalla miseria della condizione umana e mi richiamano all’ideale di purezza ed al sogno della bellezza. Una sorta di “Spleen et Idéal” per dirlo alla Baudelaire.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Assolutamente NO. Ho postato qualche registrazione professionale dei miei Cd o video di concerti dal vivo in teatri o sale. Come potrei nel soggiorno di casa mia mia riprodurre quel feeling, quelle sensazioni, quegli stati d’animo che solo un concerto con il pubblico può dare? Il RITO del concerto dal vivo (cioè tra persone in carne ed ossa!) è un fatto sociale importantissimo ed imprescindibile.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Prima di tutto noi musicisti non dobbiamo far diventare “Normale” un momento eccezionale della nostra vita artistica altrimenti sarà devastante per tutti noi. Inoltre, penso che non farsi vedere ossessivamente in video per un breve periodo creerà molto più interesse e curiosità alla fine dell’emergenza. Ho avuto richieste di giurie in concorsi online e festival flautistici online. Sinceramnete non saprei come giudicare un candidato che non suona davanti ad una giuria dal vivo perché la così detta “tenuta” del palco è fondamentale. Allo stesso modo perché dovrei suonare 5 minuti in streaming con un audio scadente senza poter stabilire quell’empatia magica che si crea tra artista e pubblico? La mia risposta è che finito questo momento tornerà fondamentalmente tutto come prima ma ci vorrà tempo... E noi non stiamo dando il buon esempio.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Temo che in Italia la musica e la cultura andranno molto in crisi. La politica sta già dando segni di non comprendere l'importanza dell’arte. Sicuramente le grandi realtà musicali sopravviveranno ma molte soccomberanno. In Germania hanno firmato il piano finanziario per le università il 31 marzo 2020 (cioè in piena crisi corona virus) ed i presidenti dei Ländern hanno già detto che non risparmieranno sull’istruzione, la cultura e l’arte in generale. Mi scuso per il mio realismo...
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Siamo musicisti, persone fragili e forti allo stesso tempo è regaliamo sogni che danno un senso alla vita. Torniamo tutti appena si potrà a sognare insieme con più voglia di prima!
www.davideformisano.it

© Cidim