INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Alessandro Di Virgilio
Alessandro Di Virgilio, chitarrista del Trio Accordi Disaccordi
1 - Come passa il suo tempo?
Avendo tanto tempo a disposizione, ne sto approfittando per completare il mio studio di registrazione in cui poter suonare, registrare e scrivere nuova musica. In questo modo, passando il tempo all’interno del mio studio, sto studiando molta chitarra e scrivendo nuova musica che non vedo l’ora di suonare con gli altri ragazzi del trio Accordi Disaccordi. Sto anche cercando di sfruttare questo tempo libero per dedicarmi ad altro, come ad esempio fare montaggio video, leggere e studiare mixaggio.
2 - Di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Purtroppo non avendo la possibilità di organizzare prove con i ragazzi degli Accordi Disaccordi e fare concerti, sto scrivendo della nuova musica. Siamo infatti riuscite a fare una prova “digitale”. Mi spiego meglio: dopo aver scritto il brano ho inviato le partiture al chitarrista Dario Berlucchi e al contrabbassista Dario Scopesi. Mettendo un metronomo fisso, ognuno di noi ha suonato la propria parte; è nato così un nuovo brano dal titolo “zigzag”. Sicuramente non è meraviglioso suonare così distanti, in cuffia, davanti ad uno schermo di un computer che registra, ma, volendo vedere il lato positivo, trovo stimolante applicarsi in qualcosa che non avevamo mai fatto.
3 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Si, durante questo mese di quarantena, abbiamo caricato sui nostri canali social Accordi Disaccordi (Facebook, Instagram e YouTube) tre nostre composizioni originali, suonate a tempo con un metronomo, in modo da poterle suonare “insieme” e non aver paura di uscire dalla metrica. Il tutto è stato poi costruito in un video “collage”, in cui ci siamo tutti e tre ed è stato messo in rete. Devo ammettere che nel complesso, registrare il suono, suonare con gli altri musicisti in cuffia e montare il video finale mi ha divertito molto.
4 - Quale è la composizione che ha cambiato la sua vita?
Il brano che mi ha cambiato la vita è un valzer manouche dal titolo “Bistro Fada” del compositore Stephane Wembler; brano noto in quanto essere la colonna sonora del celebre film “midnight in Paris” di Woody Allen. Ricordo di essere andato al cinema e poco dopo alcune scene del film, inizia questo brano che mi rapisce e mi incolla letteralmente alla poltrona del cinema. Suonavo la chitarra jazz da diversi anni ma non avevo mai suonato una chitarra manouche. Conoscevo Django Reinhardt, ma da quella sera la mia vita cambiò perchè decisi che avrei voluto approfondire la cultura manouche, Django Reinhardt, il gypsy jazz e tutto ciò che gravitava intorno a quel mondo. Ed è cosi che, pochi giorni dopo, è nato il gruppo Accordi Disaccordi.
5 - Un suo pensiero al pubblico dei concerti? Mi auguro con tutto il cuore che tutto questo finisca presto, per poter ritornare ad una vita normale. Usciremo sicuramente cambiati da questa esperienza ma non nascondo che non vedo l’ora di poter tornare a suonare in pubblico e a fare concerti. Sono ottimista, e penso che quando tutto questo finirà, ci saranno molti concerti, i quali avranno un sapore diverso rispetto a prima. Avranno un nuovo gusto, piacevole sia per noi musicisti che per il pubblico che verrà ad ascoltarci.
www.accordidisaccordi.com

© Cidim