INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Giovanni Puddu

Giovanni Puddu, chitarrista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In primo luogo, è innegabile come un periodo di tempo così lungo senza poter viaggiare (a me capitava di essere sugli aerei anche quotidianamente), abbia all'inizio ingenerato una sorta di senso di spaesamento. Ho tentato di cogliere le virtualità positive della contingenza, in senso riappropriativo del tempo da dedicare allo studio musicale personale, alla lettura di saggi e romanzi che mi proponevo di condurre a termine senza riuscirci, all'ascolto attento di lavori importanti di compositori che amo, in particolare dagli anni ottanta in avanti. Sto lavorando alla revisione di nuove opere di compositori italiani per il mio strumento: Nicola Sani, Marco Di Bari, Giorgio Colombo Taccani. Con i miei studenti ho scelto di adottare una modalità didattica asincrona (onde sottrarmi al fastidio della distorsione del suono durante i collegamenti on-line, i quali soffrono per eccesso di variabili): loro mi inviano le esecuzioni dei brani che abbiamo in cantiere attraverso clip con un buon campionamento audio ed io rispondo, attraverso la registrazione audiovisiva degli stessi brani, fornendo loro un accurato apparato critico ed esplicativo. Rimango cosciente del fatto che si tratta di un metodo di carattere emergenziale, ancorché faticosissimo. Nulla potrà mai surrogare il contatto diretto, fisico con l'allievo.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Mi è stato proposto, ma ho risposto negativamente. Noi siamo interpreti: l'interpretazione musicale dal vivo è una pratica intrinsecamente differente da quella che si pone in essere, ad esempio, nello studio di registrazione. Non è nemmeno pensabile snaturare l'essenza del concerto dal vivo: ogni opera abbisogna, per trovare una propria compiutezza espressiva durante la performance live, del concorso emozionale del pubblico che vive, palpita, convibra con l'interprete. Ecco perché ogni esecuzione possiede una intonazione poetica capace di trasformarsi qualitativamente ad ogni nostra apparizione in pubblico: la convibrazione empatica prodotta dal concorso di chi assiste al concerto pubblico ne è esattamente la misura e la funzione. La Musica d'Arte rappresenta una delle massime espressioni della comunicazione umana. I social media, occorre dirlo senza averne paura, non sono che una deformazione caricaturale di ciò.
3 – Terminata l’emergenza Covid - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
L'emergenza Covid - 19 avrà termine, questo lo sappiamo tutti. E, con essa, avrà termine questa paradossale sospensione (che, a tratti, si è spinta sino alla negazione) della vita. Purtroppo, la paura collettiva dilata i problemi, anziché restringerli. Ma passerà: e con essa verrà spazzata via la forzata interruzione prolungata di qualsiasi livello di socializzazione. Quest'ultima non potrà essere sostituita da una comunicazione solo virtuale, la quale rischia di produrre danni molto seri. La fruizione della musica dal vivo rientrerà, magari dopo un periodo di "tempo intermedio", nel corredo di tutte quelle libertà che oggi ci mancano terribilmente. Libertà delle quali torneremo tutti febbrilmente in cerca: la musica fruita dal vivo è proprio una forma di libertà, ed al contempo uno dei massimi piaceri sensoriali ed intellettuali che non vedremo l'ora di riprendere a condividere, una volta che svaniranno i timori e le abitudini di ogni persona riprenderanno il loro corso, attraverso la gradualità dell'accortezza.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
È una domanda alla quale dare risposta, in questo momento, non è agevole. Occorrerà che l'intero comparto dello Spettacolo dal Vivo superi inveterate divisioni ed abbatta steccati particolaristici. Andranno programmati rapidamente tavoli di lavoro ed assisi programmatiche, onde predisporre piattoforme serie e credibili, capaci di allineare ordinatamente richieste ed esigenze di un settore che rischia di essere tra gli ultimi a ripartire. Il contributo al PIL ed alla crescita economica del Paese garantito dal nostro settore, per la verità, non è materia che abbia mai lasciato indifferente il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini. Lo si è visto già con le risorse integrative stanziate nel Decreto "Cura Italia”, unitamente alla introduzione ex novo di ammortizzatori sociali per i lavoratori dello Spettacolo ed alla predisposizione di norme utili sotto il profilo fiscale per le imprese di spettacolo. Quanto ai giovani, occorreranno senza dubbio iniziative di nuovo conio, per il bilancio dello Stato. A tal proposito, la proposta di Pierluigi Battista di un Fondo nazionale d'investimento per la protezione del patrimonio culturale dalle conseguenze dell'emergenza COVID-19 mi pare estremamente stimolante ed opportuna. Non è per la grande amicizia personale che mi lega a lui, ma, trovo, oggettivamente, che nell'esperienza e nella capacità di un uomo come il Presidente Nazionale AGIS, Carlo Fontana, il nostro settore possa trovare un riferimento capace di fare sintesi e coagulare proposte provenienti da tutti i mondi che lo compongono.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Il pensiero che rivolgo al pubblico credo sia univoco per tutti i musicisti: è intriso di affetto e nostalgia,ma altresì di razionale nutrimento di fiducia nel futuro. L'estate non è distante e sono persuaso che la stella polare del buonsenso guiderà le organizzazioni concertistiche,teatrali e festivaliere nell' approntare misure capaci di fare salva la programmazione, ancorché con un certo ricorso al contingentamento degli afflussi ed al ridimensionamento delle capienze. L'appello, invece, è nel senso di mantenersi vicini ai sodalizi che,in ogni borgo e città del nostro Paese promuovono l'attività concertistica:rimanere informati,seguire con attenzione le linee che ogni soggetto promotore enucleerà per riprendere la programmazione,attraverso i propri canali di comunicazione. Sono certo che il pubblico della Musica d'Arte avrà modo di ristorarsi con gli interessi dai portati di questa bruttissima avventura.
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