INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Filippo Gamba
Filippo Gamba, pianista
1 - Come passa il suo tempo?
Le giornate scorrono con una certa regolarità. Diciamo che un ritmo alla giornata va dato, una forma di autodisciplina è necessaria per cui in questo momento riesco a fare molte più cose. Certamente la giornata è focalizzata allo studio ma non posso tralasciare i miei studenti, che pur online, riesco a seguire con regolarità. Non manca lo spazio per un minimo di attività motoria, lo stare molto più a contatto con i figli…fortunatamente abbiamo un giardino e ne approfittiamo con generosità.
2 - Di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Questo tempo sospeso mi da la possibilità di entrare ulteriormente nel vivo dei progetti musicali che sto approfondendo. Nello specifico il corpus delle Sonate di Beethoven, che ogni giorno mi tengono compagnia. Un lavoro che ha bisogno di calma e costanza, proprio ciò che questa situazione, paradossalmente, può offrire o dimensione che possiamo riscoprire.
3 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho partecipato ad una trasmissione su Facebook, con una performance registrata... Certamente, per tenere viva la fruizione musicale bisognerà andare verso questo tipo di diffusione, che ovviamente non può sostituire il concerto dal vivo, ma che serve in questo momento a tenere accesa la speranza degli ascoltatori ed interpreti, per tornare a fare musica dal vivo il prima possibile. Forse in un prossimo futuro le due cose potranno coesistere, seppur con le dovute differenze e peculiarità, per essere complementari.
4 - Quale è la composizione che ha cambiato la sua vita?
Direi che le 7 Fantasie op.116 di Brahms le porto sempre nel cuore. Le ho ascoltate alla radio da ragazzo, me ne sono innamorato e lo sono ancora, dopo tanti lustri.
5 - Un suo pensiero al pubblico dei concerti?
Chiedo al pubblico dei concerti di non smarrirsi, noi artisti siamo tutti con i motori accesi, prontissimi a ripartire, Appena si potrà tornare a far musica dal vivo immagino sarà una specie di liberazione, dove l’incontro tra musicisti e pubblico sarà molto diverso da prima: molto più intenso, dove ognuno farà la propria parte in maniera attiva, gioiosa, reciprocamente partecipata.
www.filippogamba.it