INTERVISTE



#tempoCalmo: 5 domande ai musicisti italiani in tempo di coronavirus: Dario Savino Doronzo
Dario Savino Doronzo tromba
1 - Come passa il suo tempo?

È la prima volta che mi accorgo di avere tempo. Prima di questo momento così particolare, correvo come un treno senza sosta. Ora il tempo sta assumendo una dimensione diversa… nuova. A volte difficile. A volte preziosa. Sicuramente lo impiego per studiare, migliorarmi e per rispolverare le mie vecchie passioni. Musicalmente è molto importante pensare ai propri progressi, per spingersi a livelli sempre più alti. Amo crescere e sperimentare sempre orizzonti diversi, mi piace vedere lontano e immaginare il mio futuro. Sento di essere felice con la mia musica, con il mio strumento. Con la musica ho un rapporto embrionale e, soprattutto in questo periodo, posso dire che è la mia àncora di salvezza. E poi la famiglia… Finalmente posso stare con loro. Viverli. Apprezzare i piccoli momenti che mi sfuggono a causa della frenesia quotidiana. Mi sento molto fortunato!
2 - Di cosa si sta occupando?
Direi di tantissime cose. Sicuramente sto studiando tanto. Grazie al molto tempo a disposizione riesco a gustarmi ogni nota e ogni silenzio della partitura. Continuo ad occuparmi, con passione, dei miei alunni. Ogni giorno svolgo video-lezioni per il liceo e per il Conservatorio. È molto strano questo nuovo di fare didattica! Onestamente, anche preferendo la consolidata didattica frontale, non disprezzo la “didattica a distanza”. Riesco a captare tutti i sentimenti e le emozioni dell’insegnamento. Sicuramente è un modo molto più complesso e ‘strano’, però sicuramente utile ed efficace. Inoltre, con il mio fedele amico Pietro Gallo stiamo lavorando (a distanza) per il nuovo disco che speriamo di lanciare a fine 2020.
3 - Cosa propone di vedere e ascoltare della sua musica?
Consiglio di immergersi completamente nell’ascolto del mio disco “Reimagining Opera”, senza barriere o stereotipi di alcun tipo. Il progetto realizzato può essere ardito per chi ascolta e pratica solo musica classica o solo musica jazz. Essendo un esperimento, bisogna accostarsi con grande apertura mentale, lasciarsi andare al piacere dell’ascolto, apprezzando un dialogo così bello tra due mondi che non si sono mai incontrati nella realtà ma che si amano a distanza. Per me è come se fosse una passione tra due amanti che vivono in epoche diverse, qualcosa che vive a livello platonico. È struggente, assurdo ma molto affascinante.
4 - E della musica in genere?
Ascolto tanta, tanta musica. Mi chiedevi come impiego il mio tempo. In effetti ho dimenticato di sottolineare che ascolto tanta bella musica. Sto comprando CD ed ho rimesso fuori il mio giradischi Technics SL-1200MK per ascoltare tanti bei vinili del repertorio classico e jazz. Amo i grandi trombettisti del jazz (Davis, Armstrong, Baker, Gillespie, Wheeler, etc.) e della musica colta (Andrè, Touvron, Nakariakov, etc.), per dirne solo alcuni.
5 - Qual è il colore della musica?
Arcobaleno. Non esistono colori per la musica. Niente di definito, niente di unico. È un immergersi nella bellezza delle sfumature di cui ognuna è importante e indispensabile. Come fosse un gabbiano che vola nei cieli di tutto il mondo, anche la musica non ha barriere, né confini. La musica è capace di esprimere poeticamente gli stati d’animo di ognuno di noi in ogni momento della nostra vita.
www.dariodoronzo.it