INTERVISTE



Intervista a Rita D'Arcangelo, vincitrice del premio Award of Exellence del Global Music Award di Los Angeles, USA
Martedì 19 marzo 2013 - Rita D’Arcangelo ha ricevuto per il doppio CD Allegro con Brio, inciso in duo con il pianista Giuliano Mazzocante, il premio Award of Exellence, categoria Instrumental Performance Solo, dal Global Music Award (GMA) di Los Angeles, USA. Il Global Music Award è una delle istituzioni internazionali tra le più prestigiose che seleziona i migliori progetti discografici di talenti musicali provenienti da tutto il mondo.
Rivolgiamo alcune domande a Rita D’Arcangelo, solista e primo flauto presso la Filharmonia Gorzowka.
Com’è nata l’idea di concorrere per il Global Music Award?
Vivo e lavoro ormai da molti anni all’estero e conoscevo da tempo il prestigio del GMA, premio molto ambito a livello internazionale. Dopo aver portato a termine un progetto impegnativo come quello di Allegro con Brio, con la preziosa collaborazione di Giuliano Mazzocante, mi è parso naturale provare ad avere un riscontro internazionale del nostro lavoro. E’ stata una grandissima gioia ricevere l’Award of Exellence per la categoria Instrumental Performance Solo. Il nostro progetto, infatti, è stato una grande scommessa discografica. Non solo perché abbiamo inciso un doppio CD, ma anche per l’importante repertorio scelto: le due celebri sonate per flauto e pianoforte di C. Franck e S. Prokofiev  insieme a pezzi e trascrizioni di grande virtuosismo.
Un lavoro sicuramente molto articolato e impegnativo che pone ancora di più l’attenzione e la curiosità sul nome, “Allegro con Brio”. A cosa si deve questa scelta?
Al grande entusiasmo e gioia che hanno sempre accompagnato il nostro lavoro, anche in fase d’incisione (tutto è stato registrato in soli quattro giorni). Abbiamo voluto darne espressione non solo nella scelta del titolo, ma anche attraverso l’immagine in copertina. Abbiamo scelto un’opera, Mediterraneo, di Amedeo Lanci. Ci è sembrato naturale cercare un’immagine realizzata da un artista, per di più grande appassionato di musica e del flauto traverso in particolare, anch’egli abruzzese come Giuliano e me, stessa provincia addirittura! Una profonda affinità di sensibilità che accomuna generazioni ed esperienze in campi artistici diversi.
Ha ricordato la sua terra d’origine, ma la sua carriera l’ha svolta prevalentemente all’estero. Una scelta voluta?
Ho avuto fin da molto giovane un grande desiderio di poter accedere alla scuola di grandi solisti e flautisti di livello internazionale, di cui ascoltavo le incisioni. Dopo il diploma in Italia, ho studiato in Inghilterra e Germania e poi partecipato a diverse Masterclasses di Sir James Galway, cominciando così a lavorare in contesti internazionali. Particolarmente importante, per la mia crescita artistica e professionale, è stata l’esperienza in Giappone, presso la Hyogo Performing Arts Center Orchestra. Lì ho avuto l’opportunità non solo di ampliare enormemente la mia esperienza orchestrale, ma anche di suonare molti concerti come solista. Questo mi ha portato a concorrere per il Concorso flautistico della Carnegie Hall di New York. Vincere e debuttare qui come solista è stato realizzare un sogno e una grandissima emozione.
A questo proposito, scorrendo la sua biografia artistica, si nota che ha suonato molte volte il “Concierto Pastoral” di Joaquin Rodrigo, concerto scritto dal compositore spagnolo per James Galway.
Ho avuto la possibilità di suonare un concerto da solista al termine dei miei studi presso la Hochschule di Mannheim, in Germania. Il concerto di Rodrigo rappresenta un’autentica sfida per ogni flautista. Data l’eccellenza del committente del concerto, Sir James Galway, Rodrigo ha scritto quelle che sono ritenute unanimemente le pagine più difficili del repertorio flautistico. Ho avuto la fortuna di suonare il “Concierto Pastoral” per lo stesso Galway, in occasione della Masterclass di Interlaken del 2006. Il riscontro molto positivo e l’apprezzamento per quella esecuzione, mi hanno dato il coraggio di proporre questo concerto all’Hochschule e di suonarlo interamente a memoria. Ho poi avuto l’opportunità di suonarlo più volte in Giappone, in Slovenia e recentemente con la Filharmonia Gorzowska in Polonia. Per quest’ultima esecuzione ho avuto il grande onore e piacere di incontrare la figlia del compositore, Cecilia Rodrigo, presente in Sala.
Un accenno ai suoi impegni attuali e progetti futuri?
Accanto al ruolo di Primo Flauto, continuo a svolgere l’attività solistica che mi piacerebbe molto incrementare. Collaboro con diverse formazioni cameristiche e musicisti di levatura internazionale: il duo con il pianista Giuliano Mazzoccante; il Berlin Chamber Soloist Quintet con i violinisti Theodora Gearets, Karol Legierski , il violista Zvi Carmeli e il violoncellista Matias de Oliveria Pinto; il duo con il chitarrista Jakub Kosciuśzko e con la sassofonista Dorota Samsel. Sono inoltre impegnata, in questi giorni, in nuovo progetto discografico per flauto solo, di prossima uscita.

Complimenti! Un ringraziamento speciale a Erika D'Arcangelo. Giusy Colello, Anna Rita Pappalardo, Caterina Santi

Notizia collegata
Martedì 19 marzo 2013