INTERVISTE



Al Maggio Musicale Fiorentino la prima assoluta de La Metamorfosi di Silvia Colasanti
Foto: © Pietro Meloni
Al Maggio Musicale Fiorentino la prima assoluta de La Metamorfosi di Silvia Colasanti: Francescantonio Pollice le rivolge alcune domande.
E’ imminente la prima esecuzione de La Metamorfosi commissione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: quali le ragioni di una scelta così impegnativa non solo dal punto di vista dei contenuti?
La scelta de La Metamorfosi di Franz Kafka come soggetto dell'opera non solo si inserisce perfettamente nel filo rosso che lega i lavori presentati in questa edizione del Festival (dedicato alla cultura mitteleuropea), ma nasce dal desiderio di voler mettere in scena un classico. La Metamorfosi è il racconto simbolo del '900, ingloba le principali tematiche che saranno oggetto di tanta letteratura e pensiero del secolo scorso: la solitudine, l’identità, la rottura dei legami interpersonali, la rivolta del corpo, il rapporto con il potere, la rivelazione della bellezza. Kafka non racconta una metamorfosi, ma una serie di metamorfosi: Gregor Samsa rimane lo stesso anche trasformandosi, la sua anima, la sua essenza restano immutate, quello che cambia davvero è lo sguardo degli altri su di lui.
Come si è articolato il suo lavoro sull'opera?
La cosa più rischiosa che si possa fare mettendo in scena Kafka è consegnarlo all’evidenza, rendendo troppo visibile l’ambiguità del suo universo letterario. Sono stata quindi particolarmente felice e onorata che non solo la regia, ma anche la stesura del libretto siano stati affidati ad una grande figura del teatro italiano come Pier Luigi Pier'Alli. Il lavoro con Pier'Alli è stato caratterizzato da un confronto continuo, come da sempre avviene tra librettista e compositore! Una sfida importante, musicalmente, è stata quella legata alla vocalità di Gregor Samsa, un personaggio ibrido tra il mondo umano e quello animale, con una voce trasformata dopo la sua metamorfosi – voce che gli altri hanno difficoltà a comprendere – e animato da altre voci interiori. Sia io – musicalmente -, sia Pier Luigi – scenicamente -, non volevamo rappresentare in modo didascalico o illustrativo la mostruosità di Gregorio, ma in modo figurato, dunque la mia scelta è caduta su un personaggio multiplo con delle voci ombra, che colorano la sua, che prolungano i suoi pensieri e le sue emozioni. In scena ci sarà un mimo a cui daranno la voce un attore e un coro, a volte parlato a volte cantato.
La metamorfosi è la prima commissione del Maggio affidata ad una donna.
Fortunatamente non sono mai stata penalizzata nel mio lavoro in quanto donna, questa strada oggi è dura un po' per tutti, soprattutto in Italia, dove l'attenzione verso la cultura diminuisce sempre più.
Mi rendo conto che per un autore è difficile parlare della propria musica ma può evidenziare il processo compositivo che sta alla base de La metamorfosi?
Sono i ricordi, le sensazioni e le situazioni vissute da Gregor Samsa gli elementi ai quali la musica, con logica non lineare ma emozionale, si è ispirata. La ‘metamorfosi’ evocata da Kafka si configurerà come una metamorfosi sonora dove l’orchestra è il ‘luogo’ del dramma sonoro. Ciò che la letteratura racconta con immagini e situazioni, la musica lo trasforma in nuova interiorità con i suoni, con le loro peculiarità timbriche e ritmiche, tramite i mille volti che le cellule tematiche possono acquisire e le infinite possibilità dell’orchestrazione.
E’ recentissimo il successo del suo Concerto per violoncello interpretato dal lituano David Geringas con l’Orchestra Verdi di Milano: un suo commento anche in relazione alla vistosa presenza di pubblico ad una prima esecuzione di un’opera contemporanea che smentisce quanti sostengono essere la nuova musica un terreno frequentato solo da pochi adepti.

Sinceramente amo confrontarmi con il pubblico 'vero', quello che ascolta anche musica del passato, e non solo con gli 'esperti' della musica d'oggi. Mi interessa riuscire a dar voce alle emozioni, facendolo con il linguaggio di oggi. L'arte è ricerca, sperimentazione, ma anche dialogo con l'altro.
Il Cidim, in co-produzione con il Maggio Musicale Fiorentino, Le ha commissionato l’opera per bambini Il sole, di chi è?, su testo di Roberto Piumini che ha suscitato unanimi consensi di pubblico e di critica. Quando una nuova opera, magari ispirata da Antonio il bimbo natoLe da pochi mesi ed al quale, ovviamente, facciamo gli auguri più affettuosi?

Molto presto!!! Lavorerò ad una nuova opera per bambini, Chicino e Cicotta, su testo di Roberto Piumini e su commissione dell'Orchestra Verdi, che sarà presentata a Milano ad aprile 2013.

26 aprile 2012

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