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COMMUNITY
INTERVISTE
Intervista a Ivan Fedele
Quando Le è stata comunicata la nomina ha provato più emozione o preoccupazione per quel che questo incarico comporta? Ho provato un forte sentimento di responsabilità per un incarico tra i più importanti dell’organizzazione musicale internazionale, ma anche gratitudine nei confronti del Presidente Paola Baratta e del Consiglio d’Amministrazione per la stima e la fiducia accordatami. E’ una importante opportunità grazie alla quale potrò mettere al servizio del mio Paese tanti anni di esperienza maturati non soltanto nella mia attività di compositore ma anche in quella di docente e organizzatore, che mi hanno permesso di entrare in contatto diretto sia con istituzioni e pubblico di tutto il mondo. Cercherò, quindi, di coniugare l’attività creativa con quelle azioni più strettamente pratiche di cui, una grande struttura come quella de La Biennale Musica, ha bisogno. La qualità musicale è indipendente dal genere. Se condivide questa opinione, le programmazioni de La Biennale Musica da Lei firmate, ne terranno conto? Condivido l’idea che la qualità musicale è indipendente dal genere; all’interno di ogni genere c’è chi eccelle e chi eccelle meno. La Biennale è il luogo dei linguaggi di punta di una musica che non è necessariamente e/o prioritariamente commerciale quest’ultima trova altrove i suoi sbocchi. Di conseguenza la programmazione de La Biennale terrà conto di una tradizione il cui obiettivo, il cui interesse consolidato è rivolto verso un ambito che è quello della ricerca, di una poiesis non legata ad una necessità urgente di mercato. Mi piace sottolineare, rispetto alla sua domanda, che in ogni caso esploreremo territori limitrofi alla musica contemporanea come quelli dell’improvvisazione (legata più al mondo del Jazz) o, anche, alla “musica elettronica” giovanile che presenta spesso aspetti intriganti. La musica e non solo quella contemporanea soffrono oggi in Italia di una carenza d’attenzione da parte delle istituzioni. Quale è la Sua opinione al riguardo? Diciamo che la situazione generale mondiale è una situazione non favorevole dal punto di vista degli stanziamenti pubblici e privati per l’arte in generale ed in particolare per la musica classica ed ancor di più per quella contemporanea. Ciò nonostante bisogna riconoscere che la situazione italiana è abbastanza anomala rispetto al panorama quanto meno continentale poiché risentiamo più di altri paesi di questa enpasse. Recentemente ho assistito a concerti in Spagna, Francia, Inghilterra, Svizzera, Germania e Russia con sale stracolme di pubblico che ascoltava con interesse, per noi stupefacente, la nuova musica. D’altra parte, però, a dispetto della contingenza negativa, aumenta in Italia, ed in maniera quasi esponenziale, il numero di giovani compositori molto interessanti e di progetti che meriterebbero di essere realizzati. Registriamo quindi un’incredibile contraddizione: ad una contrazione delle occasioni di musica corrisponde una proposta sempre più ricca e accattivante. Da un certo punto di vista, questo incremento dell’offerta è confortante perché rivela l’esistenza di un movimento attivo, vivo, variegato e la varietà è un valore assoluto che va sottolineato e difeso, a dispetto di chi vorrebbe fare il funerale alla nuova musica... Alla sua attività di compositore militante affianca anche in Italia ed all’estero quella didattica. Quali opportunità hanno oggi i giovani compositori di vedere riconosciuto il loro talento? Oggi, grazie ad internet, i giovani talenti possono intrattenere una corrispondenza interessante con compositori già affermati o di riferimento: cosa impensabile solo una decina di anni fa. Io ricevo continuamente sollecitazioni da tutto il mondo, partiture da analizzare, registrazioni e video da ascoltare. Questa maggiore circolazione della musica e dell’informazione può portare anche a sbocchi concreti. Mi è spesso capitato di programmare composizioni di cui ero venuto a conoscenza in questo modo, senza aver mai incontrato personalmente gli autori coi quali, in seguito, si è instaurato un rapporto professionale di stima e amicizia che dura nel tempo. Diverso, invece, è il discorso che riguarda il rapporto con le istituzioni. Per i giovani, la contrazione del mercato, soprattutto in Italia, rappresenta un’ulteriore difficoltà. Le maggiori istituzioni preferiscono affidarsi a firme sicure piuttosto che rischiare. E per rischio intendo il coraggio di investire sul talento, anche se è chiaro che nessuno di noi possiede la sfera di cristallo. Per quel che mi riguarda, come compositore e come operatore culturale, sento fortemente la responsabilità di farmi carico della promozione della nuova musica giovane nelle migliori condizioni realizzative. E di questo, la mia programmazione delle prossime quattro edizioni della Biennale Musica terrà conto in maniera prioritaria. 16 aprile 2012 Visita il profilo di Ivan Fedele in BDCI
Lunedì 16 aprile 2012
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