DISCOGRAFIA




Auroraensemble Trio

Numero di catalogo discografico 70170, EMA Vinci Records, Fibbiana 2019

€15.00

Descrizione: I molteplici linguaggi della musica contemporanea filtrati attraverso l’impegno artistico di questa insolita formazione cameristica per flauto, chitarra e pianoforte si intrecciano in un progetto discografico che vede protagonisti i compositori della Società Italiana di Musica Contempora- nea. La proposta d’ascolto si apre con il brano simbolo che ha segnato l’esordio di Auroraensemble a cui fa seguito l’omaggio al M° Ennio Mor- ricone, recentemente insignito del titolo di Presidente onorario della SIMC per i suoi grandi meriti artistici. Questi suoi quattro brani per chitarra, separano dunque il brano iniziale dai triii successivi apposi- tamente scritti in questi ultimi anni proprio per il gruppo femminile della Fondazione Giorgio e Aurora Giovannini di Reggio Emilia. Gruppo che dal 2012 si dedica alla creazione di inediti repertori sul solco delle proposte musicali del Novecento e delle Avanguardie del dopoguerra che della ricerca strumentale hanno fatto un autentico presupposto alle loro diverse poetiche. I compositori vantano tutti un nome di rilievo nel panorama della musica italiana d’oggi e hanno contribuito con le loro opere a creare questo repertorio originale che sarebbe stato impensabi- le solo fino a pochi anni fa. (Andrea Talmelli)

Andrea Talmelli – Aurora è il primo brano pensato per il trio agli esordi. Aurora era una giovane insegnante appassionata di musica e dedita a opere di solida- rietà in Africa. Ma Aurora è anche quel momento magico in cui si passa dalla notte al giorno, dalle tenebri alla luce, dal silenzio alla vita. La composizione del 2012 è un po’ il simbolo di questa nostra avventura musicale.
Ennio Morricone – I Quattro pezzi per chitarra sono nati con la richiesta per il grande chi- tarrista Mario Gangi, eseguiti da lui stesso e da Bruno Battisti D’Amario. Bravo anche Vincenzo Saldarelli e altri chitarristi che non posso tutti citare. In genere sono da eseguire insieme e sono molto gradevoli per l’esecutore che si sente appagato dalla sua interpretazione e dal pubblico che ascolta.
Silvia Bianchera – RAPS che ho composto per Aurora Ensemble è un semplice “gioco”, un “divertimento” a tre che, sin dalle prime battute, affidate all’aleatorietà dell’accordatura degli strumenti, procede in forma rapsodica utilizzando episodi di varia combinazione contrappuntistica in rapida successione. Nel finale un breve omaggio a Franco Donatoni.
Gilberto Bosco – Con impeto trattenuto è il secondo brano di una serie per strumenti simili ma non uguali che esplorano lo stesso materiale, una cellula di tre note e una idea centrale. Forse “idea” è troppo, forse “cellula” è un modo datato di raccontare come inizia il lavoro. Forse….
Bruno Zanolini – Iron(ica)-Men(te) Semplice avverbio? Simpatica disposizione d’animo? Garbata presa in giro degli ‘uomini di ferro’ (il pezzo dedicato, è tutto al femminile!)? Attraverso lo spirito di simili atteggiamenti si snoda il discorso musicale, un dialogo fatto di provocazioni scherzose, echi, bi- sticci, giocose allusioni, richiami ai quali contribuisce decisamente fra momenti a scrittura mensurale ed altri ritmicamente più liberi l’inter- pretazione degli esecutori.
Barbara Rettagliati – 28 dicembre 1943 è dedicato ai 7 Fratelli Cervi, e al loro martirio av- venuto quel giorno. Sono presenti frammenti del canto popolare Bella Ciao, inizialmente celati nella partitura e poi chiaramente riconoscibili in brevi parti melodiche. Una sorta di tratto nostalgico, un canto sempli- ce, che si chiude poi precipitando nel drammatico finale.
Paolo Ricci – Frammenti lirici, brano vincitore del Concorso di composizione 2018 della Fondazione Giovannini, è la rielaborazione di materiali non ancora utilizzati (destinati forse ad un quartetto d’archi) la cui caratteristica sembrava essere una liricità incontenibile e che qui, rimodellati e ria- dattati, trovano la giusta misura in una contenuta espressività. Tuttavia, qua e là, Alban Berg continua a far capolino.
Simona Simonini – Plaything for a Gift richiama il gioco di un bambino che non si cura delle leggi della logica e si diverte improvvisando movimenti ritmici e timbrici di varia direzionalità, evocando la dimensione della meraviglia nei confronti di una realtà sonora che sta scoprendo attraverso la propria fantasia.

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