INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Floriana Franchina
Floriana Franchina, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questo momento vivo le mie giornate alla massima intensità. Il periodo di chiusura forzata è stato destabilizzante e carico di sensazioni contrastanti, dalla paura alla voglia di tornare a vivere la mia passione più grande con ancora più consapevolezza. Trascorro le giornate alternando fasi di studio rigoroso a fasi più creative per poi concludere, nella fase serale, dedicandomi ad una passione nata proprio durante il lockdown, la composizione. Al momento scrivo brani per pianoforte, strumento che ho sempre continuato a studiare e avuto modo di curare molto di più, avendo a disposizione molto più tempo. Sono molto felice, dopo questi mesi di lavoro, di vedere conclusi alcuni dei miei brani e di poter pensare adesso alla fase successiva. Ho trovato molto conforto nello studio e posso sicuramente dire di sentirmi, oggi, arricchita e grata per tutti questi nuovi stimoli. La gioia più grande adesso, è di essere tornata a suonare all’interno dell’orchestra di cui faccio parte. Un emozione incontenibile.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho preso parte all’iniziativa da parte dell’Orchestra Sinfónica Siciliana, nella quale ricopro il ruolo di Primo flauto, per la realizzazione di un video. L’attenzione era posta, da parte di tutte le orchestre, sull’importanza di continuare a restare uniti anche a distanza, la mobilitazione è stata incredibile e anche noi abbiamo contribuito. Personalmente invece, mi sono molto divertita a registrare dei video di alcuni dei passi orchestrali che amo di più del repertorio Flautistico, accompagnandomi al pianoforte. Ho approfittato anche per imparare ad utilizzare la tecnologia nel lavoro di post registrazione e montaggio.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Posso raccontare la mia esperienza personale. Da quando è stato concesso di riprendere le attività sono rientrata in orchestra e, con molto stupore, ho respirato aria di normalità, come se il tempo si fosse fermato. Naturalmente sappiamo che le modalità sono cambiate e che dobbiamo attenerci a tante nuove regole, ma la necessità di ritornare sul palcoscenico ed emozionarci spazza via tutte le preoccupazioni. Ho già fatto diversi concerti dalla ripresa e sicuramente ho potuto notare come per il pubblico non sia facile adattarsi a questa nuova forma di vivere il teatro, al tempo stesso c’è tanta voglia di farlo e si percepisce dall’entusiasmo degli applausi alla fine dei concerti. Io sono molto fortunata, in Sicilia siamo ripartiti facendo musica nei teatri di pietra all’aperto, in condizioni sicuramente favorevoli. Spero vivamente che si possa continuare su quest’onda di positività per sensibilizzare ancora di più il pubblico alla bellezza e alla fragilitá del nostro mestiere.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Nella speranza di poter tornare in breve tempo ad avere più possibilitá lavorative, dovremo avere la pazienza e il pensiero positivo di credere in un futuro dove i sogni si realizzano e i sacrifici vengono premiati. Ci sarà sicuramente spazio per i giovani e per ricominciare a valorizzare il nostro patrimonio culturale e artistico, magari proprio ripartendo da nuove idee. Sono molto ottimista
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Tornate a vivere la magia dello spettacolo dal vivo e lasciatevi prendere per mano dai musicisti che vi porteranno alla scoperta di tanti e diversi viaggi. Sono certa che ne resterete estremamente affascinati.

© Cidim