INTERVISTE



#privilegiodeltempo: 5 domande agli operatori musicali per il dopo coronavirus: Ilaria Borletti Buitoni
Ilaria Borletti Buitoni, presidente Società del Quartetto Milano
1) Quali elementi dell’attività dello “Spettacolo dal vivo” vorreste che fossero maggiormente valorizzati nel prossimo decreto?
Il prossimo decreto correggendo alcune problematiche di quello attualmente in corso dovrebbe a mio parere:
- dare un maggior punteggio alla qualità in rapporto alla quantità fermando in questo modo una corsa abbastanza forsennata ai numeri che molto spesso ha reso esorbitante offerta musicale nel luogo in cui si opera.
- togliere il tetto che prevede una crescita del contributo limitata ad una percentuale
- avvalersi di una commissione altamente qualificata e nella quale la musica classica (oggi non rappresentata) e quella cameristica fossero presenti ad un livello di indiscutibile competenza.
- inserire nei criteri di valutazione per l’attribuzione dei fondi maggiori parametri sull’efficIenza gestionale delle istituzioni riceventi. 
- fare un monitoraggio più approfondito sul come vengono destinati i fondi spesi e quale impatto hanno avuto
2) Quali pensate possano essere le azioni da intraprendere per potenziare la divulgazione della cultura musicale soprattutto rispetto al mondo dell’istruzione, dagli asili nido all’università?
Favorire il sostegno a programmi divulgativi/didattici nelle scuole sia attraverso una specifica voce di finanziamento che con uno specifico inserimento nelle convenzioni in essere tra Mibact e Miur. Particolarmente importante è la funzione della musica per i giovani che vengono da aree disagiate e programmi “sociali” in questa direzione dovrebbero essere stimolati e favoriti.
3) Qual è la vostra opinione circa le iniziative che un’Istituzione musicale può indirizzare alla formazione del pubblico, in particolare agli adulti?
L’emergenza Civid-19 penalizzerà in particolare il pubblico della musica classica in molti casi compreso in una fascia medio alta di età. Iniziative particolarmente mirate a quel pubblico che possano comprendere sia la possibilità di abbonamenti in streaming che, quando la situazione sanitaria si sarà normalizzata, una partecipazione attraverso la maggior possibilità di “sentir raccontare la musica” con incontri destinati anche con figure non necessariamente legate solo alla musica ma capaci di collegamenti con la cultura musicale potrebbe essere utile.
4) Quali azioni di valorizzazione del sistema produttivo musicale italiano pensate possano essere messe in campo?
Favorire con finanziamenti specifici e fuori dai contributi annuali progetti che nascono dall’unione di più istituzioni musicali insieme e che prevedono una circuitazione almeno su 2/3 del territorio nazionale. Anche con una certa attenzione a produzioni che comprendano altre forme di spettacolo dal vivo con la Musica e che nella musica possano trovare una valorizzazione. Lettura,monologhi….
5) Quale potrebbe essere il futuro del rapporto tra le Istituzioni concertistiche e la Rai e lo streaming audio-visivo?
Ovviamente il ricorso alla tecnologia digitale è stato un ripiego necessario soprattutto per gli artisti. Credo comunque che come molte istituzioni nel resto del mondo questa forma partecipativa ai concerti rimarrà una consuetudine più diffusa che prima dell’emergenza sanitaria e quindi andrebbe non abbandonata ma migliorata. Riguardo alla Rai soprattutto utilizzando i giovani talenti italiani l’opera di diffusione della cultura musicale può essere fondamentale per ampliare il pubblico di domani. Lasciare ai giovani la possibilità di parlare e fare musica da loro non solo una vetrina utile a loro per esprimere il loro talento, ma può attirare anche un pubblico meno avanti negli anni.

© Cidim