INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Luna Vigni
Luna Vigni, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Ho trascorso la maggior parte del tempo della quarantena in Svizzera, a Lugano, dove studio e vivo da quattro anni. Fortunatamente sono anche riuscita a tornare a casa per circa un mese e ho potuto così trascorrere un po’ di tempo con la mia famiglia, cosa che ahimè non succede così spesso. Sto cercando di approfittare di questo periodo per leggere nuovi brani, dedicandomi soprattutto al repertorio di musica contemporanea per il mio strumento. Ascolto molta musica soffermandomi su aspetti che non conosco ancora bene. Ho partecipato a dei concorsi e delle audizioni online, occasioni fissate come obbiettivi, che mi hanno aiutata a mantenere sempre vivo lo stimolo di studio. Cerco di fare attività fisica e mi dedico alla cucina, che ho scoperto essere per me una sana e rilassante valvola di sfogo. Insomma, cerco di tenermi in forma come posso sperando di tornare presto a condividere musica con più energia di prima
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho partecipato ad uno splendido Festival online, Global Hope Music Festival, creato per diffondere la musica classica nel mondo ed allo stesso tempo mettere insieme donazioni a fronte dell’emergenza COVID-19. Ho cercato di divertirmi creando dei montaggi video a distanza con la mia compagna di duo, la pianista Marianna Tongiorgi, simulando una sorta di concerto virtuale. Ben lontano dal fare musica dal vivo, le esibizioni online non possono essere minimamente paragonabili alla percezione e naturalezza delle emozioni vissute in un concerto dal vivo. È un dare ed avere, un concerto nel concerto, insostituibile empatia tra musicisti e pubblico.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Spero vivamente che si possa mantenere una sorta di normalità fin dalla prima ripresa di concerti live. Ci vorrà del tempo sicuramente, sopratutto nei teatri per il numero di persone ospitate, ma credo e spero che a breve la musica, come le altre arti dello spettacolo possano tornare a riempirli con più energia e più iniziativa di prima.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Spero che in tutto questo tempo e in quello che ancora dovrà passare, la voglia, la determinazione e la produttività possano essere una solida base per la ripresa, soprattutto di noi giovani. Auguro a me e a tutti i giovani colleghi musicisti di poter sfruttare al meglio questi mesi cercando di mantenere alto il livello di motivazione, così da poter riprendere presto in mano il nostro futuro.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Sinceramente questo tempo di isolamento pandemico ha fatto valutare a molte persone l’aiuto dell’ascolto alla musica, l’ausilio della distrazione, ma anche il valore della conoscenza, la curiosità di ascoltare tipi di musica che magari, nella normalità, non avevano ancora conosciuto. Spero quindi che questo tipo di amplificazione abbia accresciuto la sensibilità di ascolto e la voglia di sentirla eseguita dal vivo nei teatri e in tutti quegli spazi che possono accoglierla.

© Cidim