INTERVISTE



#privilegiodeltempo: 5 domande agli operatori musicali per il dopo coronavirus: Peter Paul Kainrath
Peter Paul Kainrath - direttore artistico Concorso Internazionale pianistico Ferruccio Busoni di Bolzano
1) Quali elementi dell’attività dello “Spettacolo dal vivo” vorreste che fossero maggiormente valorizzati nel prossimo decreto?
Coraggio nella programmazione, presenza di musica contemporanea in qualsiasi rassegna e le progettualità che riescono a superare il singolo concerto isolato e puntino sui formati dell’ensemble in residence e della tournée in sé come concetto gratificante per gli artisti e conveniente quanto sostenibile in tutti i sensi della parola per gli operatori musicali.
2) Quali pensate possano essere le azioni da intraprendere per potenziare la divulgazione della cultura musicale soprattutto rispetto al mondo dell’istruzione, dagli asili nido all’università?
Si dovrebbe iniziare ad abbattere i muri dell’autoisolamento in cui tanti Conservatori si sono chiusi, scegliendo di non partecipare alla vita musicale reale per restare in un limbo autoreferenziale. Rispondo con una domanda: perché così spesso docenti e studenti dei Conservatori non presenziano ai concerti, festival ed altro come pubblico attivo ed istruito?
3) Qual è la vostra opinione circa le iniziative che un’Istituzione musicale può indirizzare alla formazione del pubblico, in particolare agli adulti?
La musica sarà pure l’arte più astratta e perciò pura in assoluto, ma vive pur sempre di storie, biografie ed ambizioni. Sta a noi organizzatori in primis il compito di raccontare queste storie in modo adeguato, senza banalizzarle. Se è vero che una lezione musicologica introduttiva possa agevolare la comprensione di un contenuto – è però altrettanto vero che “il grande racconto”, la trama narrativa avvincente, serve a monte, nella fase di costruzione di un cartellone, ben prima che il pubblico scelga di partecipare ad un concerto. Un esempio lampante in tal senso è il concorso Chopin, capace di coinvolgere in modo molto ampio una nazione, grazie ad efficaci strategie.
4) Quali azioni di valorizzazione del sistema produttivo musicale italiano pensate possano essere messe in campo?
Il mondo della musica contemporanea, fato di compositori, interpreti ed ensemble, vive tante difficoltà nel nostro paese. Sarebbe auspicabile poter estendere lo strumento dell’Art Bonus a tutte le realtà della musica colta ed in particolare a quelle progettualità riguardanti la musica contemporanea, iniziando proprio dalle commissioni ai compositori per arrivare alle prime mondiali prodotte dai vari ensemble. Realtà come quella della Fondazione musicale svizzera Ernst von Siemens, impegnata per il supporto del filone contemporaneo, unitamente all’estensione dell’Art Bonus potrebbe permettere a questo paese grandi passi avanti.
5) Quale potrebbe essere il futuro del rapporto tra le Istituzioni concertistiche e la Rai e lo streaming audio-visivo?
La musica colta non deve essere segregata in canali di nicchia ma visibile e fruibile sui tre canali principali Rai, in caso anche in palinsesti “fuori orario” come già fatto in passato; è importante che il messaggio portato dalla musica colta sia almeno presente all’intera società. La Rai, con le sue sedi regionali e il suo network avrebbe la capacità di dare uno specchio completo della vivacità della vita musicale italiana su territorio; l’esperienza del concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni con la Rai di Bolzano ne è un esempio pratico.

© Cidim