INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Luigi Bisanti
Luigi Bisanti, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Ascolto molta musica. Dopo un primo disagio ho ripreso l’attività musicale organizzando la preparazione dei concerti rinviati per via del blocco. Sul piano didattico ho iniziato a impartire le lezioni on-line agli alunni del Conservatorio “T. Schipa” di Lecce dove sono titolare di una cattedra di flauto.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Durante la permanenza a casa, la direzione del Conservatorio “T. Schipa” mi ha chiesto una registrazione da usare come base per ringraziare e augurare buona Pasqua ai Medici, agli operatori sanitari, alle istituzioni, alla protezione civile, alle forze dell’ordine, ai giornalisti, ai panettieri ecc…, a tutti coloro che hanno continuato a lavorare per noi. Ho eseguito di S. Mercadante l’aria con variazioni per flauto solo “Là ci darem la mano” dal Don Giovanni di Mozart.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Penso che nulla sarà più come prima del COVID-19, anche l’attività musicale avrà un sostanziale cambiamento per garantire spazi idonei alla sicurezza di chi vorrà continuare a frequentare le sale da concerto. Potrebbe essere un’occasione per investire sull’edilizia del settore e per rivedere l’organizzazione degli spettacoli dal vivo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
In Italia negli ultimi anni non sono state adottate politiche economiche per incentivare il lavoro dei giovani musicisti, molte orchestre sono state chiuse e ad organizzare i concerti molto spesso sono costretti a farlo gli stessi artisti. Tutto questo toglie molto tempo allo studio e molti giovani devono proporsi all’estero per avere una possibilità lavorativa adeguata alla loro preparazione, in Italia pochi fortunati riescono ad avere un impiego nelle scuole. Mi pare che con la crisi sia cambiata l’attenzione nei confronti delle attività artistiche e culturali, mi auguro un cambio di tendenza con la speranza che ci siano grossi investimenti nel settore.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
L’assenza di spettacoli dal vivo per oltre tre mesi ha senza dubbio influito a cambiare atteggiamento nei confronti degli artisti, il pubblico ha sentito la mancanza del “contatto” con i musicisti e della carica emotiva che ci si trasmette durante i concerti. Sicuramente ci sarà un grande desiderio di ritornare ad assistere agli spettacoli dal vivo, mi auguro che ognuno, nel limite delle proprie possibilità, possa contribuire con l’acquisto di biglietti e spero soprattutto nella sensibilità degli imprenditori per avere un aumento di investimenti economici.
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