INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Giovanni Paciello
Giovanni Paciello, ottavinista del Teatro alla Scaladi Milano
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
In questi mesi di riposo “forzato” mi sono dedicato allo studio dei Bach-Studien con l’ottavino un vero toccasana dal punto di vista musicale e tecnico. È stato anche un periodo di riflessione, sul modello di società che stavamo inseguendo, spesso a scapito di valori che si davano per scontati. Da quando è stato possibile spostarsi, mi sono dedicato alla mia casa di campagna.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
No, non ho proposto esecuzioni in streaming, ho partecipato ad un video realizzato dal Teatro Alla Scala in collaborazione con Google Arts & Culture del concertato dal finale atto primo del Simon Boccanegra e alla registrazione del concerto di Pergolesi per FALAUT eseguito da tredici ottavinisti.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Terminata l’emergenza mi auguro si possa riprendere a fruire degli eventi musicali in egual modo, sicuramente ci sarà un periodo di transizione, magari programmi sinfonici più brevi per permettere una doppia turnazione giornaliera e organici orchestrali ridotti. Più complicata purtroppo la situazione del teatro d’opera, dove si deve tener conto anche del palcoscenico e di tutto quello che avviene dietro le quinte.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Il mondo dell’arte in generale andrebbe inteso come un servizio pubblico, così come lo sono scuole e ospedali. Mi auguro che oltre alle istituzioni musicali vengano supportati economicamente anche i giovani musicisti che non hanno ancora uno stipendio fisso su cui contare.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Spero di poter rivedere presto il mio Teatro pieno di gente così com’era fino a pochi mesi fa. Sicuramente verrano prese tutte le misure necessarie per poter assistere agli spettacoli in sicurezza, mi auguro che la voglia di tornare a vivere le emozioni che solo l’esecuzione dal vivo può donare sia più forte della paura con cui abbiamo convissuto in questi mesi.

© Cidim