INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Giorgio Di Giorgi
Giorgio Di Giorgi, flautista - primo flauto Teatro "G. Verdi" di Trieste
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Durante il lockdown mi sono occupato della famiglia. Mia moglie, infermiera, era in prima linea e io restavo a casa con i figli. Sul piano musicale, avendo molto tempo a disposizione, sono riuscito ad approfondire lo studio di brani particolarmente impegnativi del ‘900, che normalmente tra lavoro in orchestra e insegnamento non riuscivo a portare a termine. Inoltre, ho trascritto per gruppi di flauti alcuni brani che ritengo molto interessanti dal punto di vista didattico.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Mi è stato chiesto dal Teatro "G. Verdi" di Trieste, con il quale lavoro dal 1997 come primo flauto, di registrare un video dimostrativo che è stato trasmesso nei canali social ufficiali del teatro, inoltre, ci stiamo attivando, sempre col "Verdi" a trasmettere in streaming una serie di concerti, sia per organici ridotti che per orchestra e coro completi.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Inevitabilmente per un periodo più o meno lungo le cose saranno molto diverse da come sono state fino a febbraio. Sia per noi lavoratori che per il pubblico. Si dovranno riorganizzare gli spazi e le misure di sicurezza, probabilmente dovremo fare a meno per un po’ di opere dai grandi organici. Ma confido nella competenza e capacità dei direttori artistici che non faranno mancare al pubblico programmi di alta qualità. Il repertorio lirico/sinfonico è enorme, sarà un’occasione per riscoprire capolavori dimenticati o poco eseguiti. E spero che si approfitti della bella stagione per portare nelle splendide piazze italiane la grande Musica.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Purtroppo ci saranno ripercussioni pesanti soprattutto per i giovani. In autunno le Fondazioni lirico sinfoniche dovranno fare i conti con i bilanci, i tagli e le spese e a quel punto si capirà davvero che tipo di danni avrà fatto il covid al settore. A Trieste da qualche anno era iniziato un graduale rinnovo delle masse artistiche con una serie di concorsi che, dopo un blocco di una decina di anni, aveva ridato vita all’orchestra e al coro, con l’assunzione di ottimi giovani professionisti. Ma tutti i restanti concorsi che erano già stati banditi adesso sono stati bloccati e c’è incertezza su quando verranno riproposti. In un paese come il nostro in cui i posti stabili in orchestra sono pochissimi questo rischia di essere il colpo di grazia. Spero che chi ci governa si renda conto di questo e prenda gli opportuni provvedimenti in merito, altrimenti rischiamo di perdere i migliori elementi attirati da situazioni lavorative più favorevoli all’estero ma anche una sfiducia dei ragazzi che studiano nei conservatori e che non vedono futuro.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Ovviamente esorto il pubblico a seguire qualsiasi iniziativa che verrà intrapresa in questo periodo di ripartenza, concerti in streaming, eventi dal vivo all’aperto etc... ma non solo, inviterei il pubblico a manifestare e richiedere alle autorità competenti il ritorno agli spettacoli dal vivo nei teatri. Se la cittadinanza si fa sentire in questo senso sono sicuro che ci sarà una ripresa rapida del settore.

© Cidim