INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Claudia Bucchini
Claudia Bucchini, flautista
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Durante la fase di lockdown ho dedicato molte ore alla mia attività didattica. Ho una quarantina di allievi ed ho cercato di mantenere un ritmo di lezioni più regolare possibile. Ho notato uno spaesamento diffuso tra i ragazzi intorno ai vent'anni e l'esigenza di essere seguiti per non sentirsi persi ed isolati: infatti, hanno funzionato molto bene anche i collegamenti collettivi dove si potevano confrontare anche fra loro su esercizi, brani e passi orchestrali. Ovviamente ho trovato anche il tempo per studiare e riscoprire il repertorio del mio strumento!
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Una prima esibizione totalmente improvvisata “al balcone” che abbiamo eseguito durante la giornata dedicata alla musica è stata per caso ripresa da una mia vicina di casa che a sua volta l'ha postata e condivisa... e con gli strani giri della rete è stata pubblicata su “The Guardian”. Qualche settimana successiva invece ho registrato assieme a mio marito fagottista Andrea Zucco un brano scritto per noi dal compositore Andrea Portera che è stato pubblicato in occasione di una campagna di solidarietà promossa dalla Città di Firenze.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Al termine di questa emergenza sanitaria credo che la consapevolezza del bisogno di musica e di cultura sia aumentato, le persone mi chiedono continuamente quando potranno ritornare a teatro! L'esperienza che uno spettacolo dal vivo può trasmettere non è assolutamente la stessa che si può provare ascoltando musica da uno schermo: le luci.. i colori.. le emozioni trasmesse da un palcoscenico sono magiche ed irripetibili! Sicuramente fino a quando la situazione non sarà tornata alla completa sicurezza ci sarà una maggior attenzione alla disposizione del pubblico, alla capienza delle sale, alla sanificazione dei luoghi che renderà la messa in scena degli spettacoli molto complicata e più dispendiosa.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Io credo che ci sarà sempre una prospettiva lavorativa per chi crederà nelle proprie capacità, lavorando con impegno ed abnegazione. Nel campo della musica non è stato semplice negli anni passati riuscire a trovare un proprio spazio così come non lo sarà nei prossimi anni. L'unica soluzione è...studiare ed essere imprenditori di sé stessi!
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Il mio appello al pubblico è semplicemente quello di ricordarsi di quanto sia stato triste vivere nel silenzio e con i teatri vuoti... e di tornare ad aver voglia di farsi sorprendere dalla magia della musica dal vivo!

© Cidim