INTERVISTE



#privilegiodeltempo: 5 domande agli operatori musicali per il dopo coronavirus: Maurizio Cocciolito
Maurizio Cocciolito, direttore artistico dei Solisti Aquilani
1) Quali elementi dell’attività dello “Spettacolo dal vivo” vorreste che fossero maggiormente valorizzati nel prossimo decreto?
Sicuramente quelli qualitivi valutati da una commissione competente che conosca il settore. L’ambiente artistico italiano e nella fattispecie quello musicale è molto piccolo, ci si conosce tutti e ben sappiamo noi – e anche il Mibact – quali sono le istituzioni che meritano per storia, qualità della programmazione, capacità di innovare e quali no. Vedere premiare in termini di contribuzione chi improvvisa o chi addirittura, per soli scopi di riempimento sale, inserisce nelle programmazioni un numero importante di concerti di star della musica pop, offende il mondo della musica classica e di chi l’ha protetta e difesa da sempre. Sul piano operativo credo sia opportuno che anche i complessi strumentali, al pari delle ICO, possano usufruire della pratica del “doppio borderò che certamente favorirebbe la circolazione delle produzioni.
2) Quali pensate possano essere le azioni da intraprendere per potenziare la divulgazione della cultura musicale soprattutto rispetto al mondo dell’istruzione, dagli asili nido all’università?
Su questo punto credo che tutti siamo d’accordo e cioè potenziare l’insegnamento dell’educazione musicale, intesa anche come educazione all’ascolto, nelle scuole primarie e in quelle dei periodi successivi. Le Scuole Medie e Superiori a indirizzo musicale si occupano già di giovani che hanno sentito la necessità di rivolgersi alla musica per indole e sensibilità. Bisogna pensare a tutti gli altri.
3) Qual è la vostra opinione circa le iniziative che un’Istituzione musicale può indirizzare alla formazione del pubblico, in particolare agli adulti?
Oggi il pubblico vuole essere accudito, curato, accompagnato in tutto quello che gli viene proposto attraverso le varie programmazioni concertistiche. Una breve e non troppo erudita presentazione del programma di sala, prima del concerto, credo che possa aiutare il pubblico medio ad ascoltare con maggiore interesse e apprezzare di più il concerto. Introdurre bene l’autore, il periodo in cui vive o viveva, la composizione, gli strumenti utilizzati per l’esecuzione, è davvero formativo e di stimolo a conoscere molto di più.
4) Quali azioni di valorizzazione del sistema produttivo musicale italiano pensate possano essere messe in campo?
Se il sistema produttivo procedesse unitamente e uniformemente con le esigenze e richieste degli enti di programmazione e distribuzione e viceversa, sarebbe tutto molto più semplice e maggiormente funzionale. Oggi purtroppo ognuno segue la propria strada senza soffermarsi sulle reali esigenze del pubblico. C’è troppa voglia di non rapportarsi con gli altri e soprattutto c’è molta autoreferenzialità! Credo comunque che il sostenersi reciprocamente attraverso la condivisione di progetti e strategie, sia il modo migliore di proporre produzioni sempre di qualità per Stagioni di Concerti più vicine ai gusti del pubblico.
5) Quale potrebbe essere il futuro del rapporto tra le Istituzioni concertistiche e la Rai e lo streaming audio-visivo?
Lo streaming audiovisivo ha fatto molto e molto bene in questo periodo di Coronavirus. Ha permesso ai tanti appassionati di rimanere vicino alla musica, all’evento concertistico, alle nuove uscite discografiche, agli autori, agli interpreti. Ha avvicinato anche molti che non si erano mai accostati al mondo della musica classica. E tutto questo non è poco. Credo però che le vere emozioni e quell’indispensabile incremento della sensibilità che ognuno di noi ha dentro di sé possano venir fuori solo dal rapporto diretto con l’interprete, con la cosiddetta “musica dal vivo”. Assistere a un concerto vuol dire vivere una esperienza unica! Anche la Rai sta facendo molto grazie a RAI 5. Fino a pochissimi anni fa era impensabile tutto questo e la musica classica, anche con i suoi grandi eventi, era ormai fuori da tutti i palinsesti televisivi. Di questo posso solo rallegrarmi nella speranza che il tutto possa essere implementato anche attraverso un incremento di rapporti diretti con alcuni enti concertistici di primo piano per la messa in onda, in diretta o registrata, di concerti importanti e degni di nota.

© Cidim