INTERVISTE



#tempocalmo: 5 domande a musicisti in tempo di coronavirus: Franz Albanese
Franz Albanese, flautista, direttore d’orchestra, compositore, musicologo
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Forse sembrerò insensibile, visto il gran numero di morti e malati, però per me questo periodo di pandemia è stato molto utile e proficuo. Ogni mattina a tutto volume ascolto due CD tra quelli da molto tempo allocati in libreria e mai ascoltati per mancanza di tempo. Pezzi di rarissimo ascolto come il completamento dell’opera omnia di Shostakovic, Prokofiev, Rautavaara, Respighi, ecc. Poi quattro ore di studio di Flauto. Tecnica e repertorio, intervallati da qualche esercizio ginnico. Nel pomeriggio lezioni on line, e poi trascrizioni, arrangiamenti, revisione critiche, e preparazione del mio CD n. 36, realizzato a tempi di record grazie al Covid (fa quasi rima!)
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
A livello didattico si, ma solo a beneficio dei miei studenti. Avevamo un progetto con i docenti di strumento a fiato di Santa Cecilia, ma poi non è andato in porto. Devo dire però che trovo queste iniziative un po’ artefatte, costruite a tavolino. La gente pensa che siano esecuzione in diretta. Poi, con i compressori presenti nei microfoni di computer e telefonini, trovo i suoni asettici, privi di dinamiche.
3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Io penso che tra alcuni mesi la pandemia sarà un lontano ricordo. L’umanità ha superato il Vaiolo, la Spagnola, ovvero epidemie che hanno causato milioni di morti. Supereremo anche questo momento e la gente riprenderà a frequentare teatri e sale da concerto. Perché’ la Musica va ascoltata rigorosamente dal vivo.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Sono ottimista. Il futuro lavorativo per i giovani sarà migliore, auspicando in Italia maggiore attenzione per il settore da parte del mondo politico e istituzionale. Concerti, orchestre, insegnamento. Tra pochi anni si libereranno molti posti nelle scuole e nei Conservatori per via di molti docenti che andranno in pensione. Poi i giovani devono lottare per far inserire l’insegnamento della musica, ovvero degli strumenti musicali, nelle scuole di ogni ordine e grado e poi per la costituzione di nuove orchestre professionali. Come avviene in tutti i Paesi civili. Perché non può esistere Cultura senza Musica. La Musica è Cultura. Questo determinerà l’aumento esponenziale di posti di lavoro. Siamo il Paese della Musica, dove è stato inventato il violino, il pianoforte, la più grande scuola di liuteria del mondo, il sistema di notazione, l’opera lirica, il Conservatorio. Siamo il Paese di Vivaldi, Bellini, Donizetti, Rossini, Puccini, Verdi, Mascagni, Leoncavallo, Paganini, ecc. Dobbiamo incoraggiare i giovani a studiare molto e ad imparare a suonare bene. Per i bravi il futuro sarà radioso.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Come ho detto prima, quando presto troveranno una cura adeguata o un vaccino, tutti riprenderanno a frequentare assiduamente teatri e sale da concerto. La Grande Musica è eterna ed eterni sono i suoi valori. Finché ci sarà l’Uomo su questa Terra, finché il sole splenderà e l’erba crescerà, ci saranno Beethoven, Mozart, Brahms, Puccini, Bellini, Chopin, Rossini, Verdi, ecc. e ci saranno le emozioni che l’ascolto della loro musica dal vivo può generare. Emozioni forti e irriproducibili. E allora saranno eterni anche i luoghi dove questa grande musica continuerà ad essere rappresentata, per sempre.
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